Svizzera-Sudafrica: il Parlamento vuole chiarezza
Anche il parlamento vuol far luce sulle relazioni tra la Svizzera e il Sudafrica. Vi sarà un'inchiesta parallela a quella amministrativa.
La delegazione delle commissioni di gestione promuoverà un’inchiesta per completare il suo rapporto del 1999 sul ruolo dei servizi segreti elvetici.
Il presidente della delegazione, consigliere agli Stati Franz Wicki (PPD/LU), ha annunciato lunedì che sarà nominato un esperto indipendente. Scopo di questo complemento d’inchiesta: far luce su certi aspetti ancora vaghi del rapporto e verificare le dichiarazioni delle persone allora interrogate.
Saranno ascoltati testimoni e consultati documenti stranieri. Certi aspetti del rapporto – ha ammesso Wicki – non riflettono probabilmente la realtà.
Wicki ha aggiunto che “nessun cassetto dell’amministrazione potrà restare chiuso alla nostra inchiesta”. È comunque importante poter far capo anche a fonti esterne. Secondo il presidente della delegazione occorre muoversi in fretta.
Egli non ha comunque anticipato scadenze. Il mandato preciso dell’inchiesta supplementare dovrà ancora essere fissato. Resta anche da designare l’esperto indipendente. Secondo Wicki, trovare qualcuno a breve termine non sarà facile.
Recentemente, il capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS) Samuel Schmid ha promosso un’inchiesta amministrativa interna sui legami tra i servizi d’informazione, e in particolare del suo ex capo Peter Regli, e il Sudafrica. Le nostre ricerche non impediscono al DDPS di procedere alle sue, ha aggiunto Wicki.
A suo modo di vedere, la delegazione delle commissioni di gestione ha inoltre le stesse competenze di una commissione d’inchiesta parlamentare, che la sinistra vorrebbe costituire per esaminare le relazioni tra la Svizzera e il Sudafrica.
L’inchiesta realizzata dalla delegazione nel 1999 aveva scagionato Peter Regli e il laboratorio AC di Spiez dai sospetti d’aver partecipato all’elaborazione del programma sudafricano d’armamento biologico e chimico.
swissinfo e agenzie
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