Un rapporto denuncia “pratiche degne di una repubblica bananiera” a Ginevra
Le nubi si addensano sull'Ufficio esecuzione fallimenti (UEF) di Ginevra: un nuovo rapporto fa stato di «gravissime irregolarità» in seno all'ente cantonale. Un'altra perizia rivela l'esistenza di nove casi di «mobbing». Le accuse mettono sotto forte pressione il capo del Dipartimento cantonale di giustizia e polizia, il radicale Gérard Ramseyer.
«Più andavamo avanti nel nostro lavoro, più avevamo l’impressione di non vederne la fine», rilevano gli avvocati Denis Mathey e Claudio Mascotto, incaricati dalla Commissione di gestione del Gran consiglio di analizzare il funzionamento dell’ente.
Gli esperti hanno messo in luce varie disfunzioni, «nessuna delle quali è però assimilabile ad un caso di corruzione». Varie irregolarità – spiegano – vanno classificata nella categoria delle «cattive abitudini contrarie, alla deontologia, parte delle quali sono state ereditate dal passato». Altre sono irregolarità commesse da singoli impiegati nell’esercizio delle loro funzioni.
Gli avvocati stigmatizzano in particolare il metodo «poco ortodosso» che consisteva a vendere sottomano ai rigattieri oggetti appartenenti a successioni fallimentari. Non di rado, i funzionari hanno anche comprato articoli di valore prima che fossero venduti all’asta, oppure se ne sono appropriati di nascosto.
In altri casi, «per risparmiare un annuncio sul giornale», i dipendenti hanno proposto oggetti personali nell’ambito di vendite all’asta. Il rapporto cita anche «regali sospetti e vacanze all’estero offerte ai funzionari». Le irregolarità sono state praticate indistintamente nei tre uffici – ognuno dei quali è responsabile di un settore geografico – che compongono l’UEF.
In un altro rapporto, l’azienda di consulenza «Vaudois Blanc Consultants» rivela l’esistenza di nove casi di mobbing: la maggioranza è imputabile all’ufficio di Carouge, dove le condizioni di lavoro sono «difficili».
L’Ispettorato cantonale delle finanze, che ha già rivelato da parte sua varie irregolarità all’UEF – come l’esistenza di conti segreti sui quali sono transitati almeno 8 milioni di franchi – dovrebbe pubblicare un secondo rapporto nei prossimi giorni.
La stampa romanda ha dato ampio spazio lunedì alla vicenda e “Le Temps” si spinge in un editoriale in prima pagina fino a invitare il consigliere di Stato a dimettersi, prima che sia troppo tardi. Il rapporto appena pubblicato, secondo “Le Temps” rivela usanze “che si credeva riservate alle repubbliche bananiere.”
swissinfo e agenzie
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