Una delegazione del Parlamento europeo incontra il capo delle dogane svizzere
Nel quadro della visita di sei deputati ai valichi di frontiera svizzeri per verificare la collaborazione elvetica nella lotta alla frode, la delegazione europea ha incontrato il direttore generale delle dogane Rudolf Dietrich.
Nella lotta antifrode, le dogane svizzere «fanno del loro meglio nei limiti del possibile». Tuttavia l’apparato giuridico elvetico è insufficiente: si riscontrano «enormi deficit nell’assistenza amministrativa». È quanto ha dichiarato giovedì l’austriaco Herbert Bösch (SPÖ), membro della commissione del Parlamento europeo che ha incontrato il direttore generale delle dogane svizzere Rudolf Dietrich al valico di Basilea/Weil am Rhein.
Composta di sei deputati, membri della Commissione di controllo budgetario, la delegazione compie una visita di due giorni a posti di frontiera con la Svizzera. L’obiettivo è di verificare se la collaborazione da parte elvetica alla lotta contro la frode sia davvero insufficiente, come affermato da Bruxelles.
Rudolf Dietrich ha dal canto suo assicurato agli ospiti la «disponibilità» di Berna ad attuare «soluzioni pratiche nel contrabbando delle sigarette», ha comunicato il Dipartimento federale delle finanze. Una possibilità esiste sulla base dell’accordo d’assistenza amministrativa fra la Svizzera e l’Unione europea.
Il direttore delle dogane ha ricordato ai suoi interlocutori che la Svizzera ha accordato l’assistenza giudiziaria nella vicenda di Gerardo Cuomo. L’assistenza giudiziaria è concessa solo se c’è truffa, mentre per la frode fiscale la Svizzera accorda soltanto assistenza amministrativa.
I Quindici attualmente si stanno occupando del mandato di negoziazione che affideranno alla Commissione europea, per trattare un accordo con Berna nell’ambito dell’assistenza giudiziaria. È una premessa assoluta alla conclusione di qualsiasi altro accordo bilaterale fra la Svizzera e l’UE, ha sottolineato Herbert Bösch.
La delegazione, presieduta dalla tedesca Diemut Theato (CDU), venerdì si reca al valico austro-elvetico di Feldkirch, nel Vorarlberg.
swissinfo e agenzie
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