Una truppa d’elite per l’estero
L'Esercito XXI prevede la costituzione di un'unità di alcune decine di soldati, per operazioni speciali all'estero.
“La Svizzera non dispone ancora di una truppa d’elite per delle missioni all’estero”, ha spiegato il portavoce dello stato maggiore generale Philippe Zahno, confermando un’informazione del settimanale “Le Matin Dimanche”. Dando seguito alla volontà del consiglio federale, i responsabili del progetto Esercito XXI hanno quindi voluto porvi rimedio.
L’unità, battezzata “distaccamento di ricognizione dell’esercito”, sarà incaricata in tempo di guerra di operazioni dietro le linee nemiche, per esempio di marcare gli obbiettivi per l’aviazione. Secondo il piano direttore, questa truppa sarà composta di meno di 100 soldati.
Per il rimpatrio di cittadini svizzeri
In periodo di pace, l’unità speciale potrebbe invece intervenire prima dell’invio di contingenti di soldati svizzeri all’estero, “per procedere alla ricognizione del terreno”, specifica Philippe Zahno.
Ma la sua missione essenziale consisterà nel portare soccorso a cittadini svizzeri rimasti intrappolati in paesi destabilizzati o in preda a guerre civili. Per il momento, la Svizzera deve ricorrere al servizio di forze armate straniere per l’evacuazione dei propri cittadini, come è stato il caso nella Sierra Leone e nel Congo.
“Ora, le forze armate straniere danno la precedenza ai loro cittadini”, sottolinea il portavoce dello stato maggiore generale. Tenendo conto dei numerosi conflitti in atto, è necessario disporre di soldati specializzati per questo tipo d’intervento.
Non su suolo elvetico
Non è previsto che questa unità venga impiegata in SVizzera. L’esercito ne esclude pure l’impegno in operazioni contrarie alla neutralità.
Se l’anno prossimo le camere federali approveranno il progetto di riforma Esercito XXI, i primi soldati potranno essere reclutati nel 2003. In seguito, verrebbero formati sull’arco di 18 mesi, a Isone e a Magadino, nel canton Ticino.
swissinfo e agenzie
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