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Dignitas suscita sdegno

La bara di un britannico che nel 2003 aveva chiesto l'assistenza di Dignitas per morire

(Reuters)

L'associazione d'aiuto al suicidio Dignitas torna al centro della cronaca dopo avere aiutato due tedeschi a togliersi la vita a bordo di un'auto stazionata in un parcheggio nei pressi di un bosco.

L'organizzazione fondata da Ludwig A. Minelli è sotto il fuoco di aspre critiche, non solo in Germania, ma anche in Svizzera.

L'accompagnamento al suicidio è avvenuta in un'auto parcheggiata nei pressi di un bosco, poco distante dalla casa del 74enne avvocato fondatore dell'associazione. Minelli avrebbe voluto accogliere i due candidati al suicidio nella sua abitazione, ma le autorità glielo hanno impedito.

Di nascosto quindi, Dignitas ha prescritto e fornito - dapprima a un tedesco di 50 anni e due giorni dopo a un suo connazionale 65enne – la dose di barbiturico pentobarbital sodico che ha provocato la morte.

Reazioni di sdegno

La notizia, diffusa dalla televisione svizzero tedesca SF e confermata dal portavoce della procura distrettuale dell'Oberland bernese Markus Hohl, ha suscitato grande clamore in Svizzera. "Questo atto dimostra una mancanza di pietà e di gusto", ha detto Bruno Sauter, sindaco di Maur, il villaggio dove sono avvenuti i decessi.

"È una grave violazione alla dignità umana, è intollerabile", gli ha fatto eco dalle colonne del quotidiano romando Le Matin Doris Fiala, consigliera nazionale radicale zurighese.

Anche in Germania – paese che vieta l'eutanasia e dal quale proviene la maggior parte dei candidati al suicidio che si rivolgono a Dignitas - le reazioni di sdegno non si sono fatte attendere: "È inaccettabile e contrario alla dignità umana", ha detto Dieter Wiefelspütz, esponente del partito socialdemocratico della SPD, in un'intervista al giornale tedesco "Neue Presse".

Un'opinione condivisa anche dalla vescova di Hannover Margot Kässmann, che esige l'avvio di un dibattito sulle alternative all'accompagnamento assistito. Infine, il presidente dei medici tedeschi Jörg-Dietrich ritiene l'azione di Dignitas "un business celato dietro il pretesto dell'amore per il prossimo".

Pratica legale

In un'intervista al quotidiano svizzero tedesco "Tages Anzeiger"; Ludwig A. Minelli respinge le critiche e sottolinea che se l'associazione ha dovuto accontentarsi di un'auto parcheggiata è perché non le restava altra scelta. Sfrattata da un appartamento utilizzato per anni a Zurigo, Dignitas ha preso in affitto diversi altri appartamenti, provocando le reazioni immediate dei vicini e delle autorità comunali, che le hanno vietato di praticare i suicidi assistiti.

Dal canto suo, il procuratore zurighese Jürg Vollenweider rileva che l'accompagnamento assistito non può essere impedito, nemmeno nei termini praticati da Dignitas: "Chi desidera morire nella natura o nella sua automobile è libero di farlo", ha affermato. Su questo punto la legislazione è chiara. E lo sa anche Minelli.

swissinfo e agenzie

Eutanasia in Svizzera

In Svizzera l'eutanasia attiva diretta (p.es. somministrare un siero letale ad un malato in coma) è assimilata all'omicidio, dunque punibile.

L'eutanasia attiva indiretta (p. es. amministrare delle forti dosi di morfina per alleviare il dolore) non è punibile.

L'eutanasia passiva (sospendere la terapia) non è punibile.

L'aiuto al suicidio passivo (il paziente viene accompagnato, ma compie da solo il gesto finale) è autorizzato.

Questa pratica liberale attira candidati al suicidio provenienti da paesi dove la legislazione è più restrittiva.

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Eutanasia in Europa

La Svizzera è più liberale per quanto concerne l'eutanasia rispetto alla maggior parte dei paesi europei, ad eccezione dell'Olanda e del Belgio, che autorizzano, a certe condizioni, l'eutanasia attiva.

Germania: l'aiuto al suicidio è proibito ai medici.

Francia: l'eutanasia passiva sarà in futuro permessa a medici e parenti. L'eutanasia attiva resta tuttavia proibita.

Italia: sono proibite sia l'eutanasia attiva sia quella passiva.

Inghilterra: vige la legislazione più restrittiva a livello europeo. L'eutanasia non è prevista dalla legge.

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