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Due ministri per un solo seggio

I due ministri del PPD sono sotto pressione

(Keystone)

I popolari democratici sono in una posizione delicata. Maglia debole della coalizione governativa, il centro-destra rischia di perdere un seggio.

E’ però difficile dire quale dei suoi due ministri – Joseph Deiss e Ruth Metzler – sia più minacciato.

Il problema di Joseph Deiss è la sua reputazione di mancare di personalità. Viene visto come un professore che padroneggia bene i suoi dossier ma privo di carisma. Recentemente ha cercato di darsi maggiore spessore senza però mai riuscire a convincere.

Consigliere federale dal 1999, questo friburghese di 57 anni ha dapprima diretto il Dipartimento federale degli affari esteri. Il suo maggiore successo consiste nell’avere portato a buon fine l’entrata della Svizzera all’ONU.

Il suo passaggio agli Esteri ha permesso di migliorare le relazioni con un corpo diplomatico un po’ irritato dal suo predecessore Flavio Cotti.

Tuttavia anche per Joseph Deiss non sono mancate le note stonate. Alcuni gli hanno rimproverato di avere gestito male la vicenda del controverso ambasciatore di Svizzera a Berlino, Thomas Borer.

Una grandissima esperienza

A partire dal gennaio 2003, Joseph Deiss ha assunto la direzione del Dipartimento federale dell’economia. Ne ha le competenze richieste, dal momento che è stato professore di economia all’Università di Friburgo.

Il posto non è però privo di insidie. Di fronte all’aumento della disoccupazione e al perdurare del marasma economico, Joseph Deiss deve ancora mostrare di essere davvero l’uomo della situazione.

Sul piano politico, il friburghese passa per essere un politico molto umano e un centrista aperto alle tesi sociali. In occasione dell’elezione del 10 dicembre, questo profilo dovrebbe attirargli le simpatie della sinistra, ma non quelle della destra dura.

Il maggiore vantaggio di Joseph Deiss è la grande esperienza politica. Ha infatti superato una dopo l’altra tutte le tappe della vita politica. Prima di entrare nel governo, è stato sindaco del suo comune, Barberêche, membro del parlamento friburghese, consigliere nazionale e Mister prezzi.

Una novellina in politica

L’esperienza : ecco quello che manca alla sua collega Ruth Metzler. La più giovane rappresentante in governo – ha 39 anni – non ha fatto molta « gavetta » politica prima di entrare in Consiglio federale nel 1999.

Priva di esperienza a livello federale, è passata direttamente dallo statuto di direttrice delle finanze del semi-cantone di Appenzello Interno (1996-1999) a quello di ministra di Giustizia e Polizia.

Questa inesperienza le è stata più volte rimproverata dalla stampa e dai suoi avversari politici. Ultimo caso in ordine di tempo : l’ « affaire » dei servizi segreti turchi.

Sul piano politico, l’appenzellese è considerata molto a destra del suo partito. La sinistra ritiene addirittura che sia talvolta « difficile fare la differenza tra Ruth Metzler e l’UDC ».

I suoi avversari le rimproverano in particolare di avere piegato la testa davanti agli assicuratori e di avere accolto con troppa facilità la loro richiesta di abbassare il tasso di rendita della previdenza professionale obbligatoria (secondo pilastro).

Altro rimprovero : Ruth Metzler sarebbe troppo incline ad accettare un giro di vite nella politica dei rifugiati per soddisfare le esigenze dell’UDC.

Sarebbe tuttavia sbagliato assimilare Ruth Metzler a una rappresentante della destra più dura. Le sue battaglie in favore della naturalizzazione facilitata degli stranieri della seconda e terza generazione e per l’uguaglianza delle coppie omosessuali mostrano che la ministra di Giustizia e Polizia sa anche dar prova di apertura.

Del vantaggio di essere donna

Ruth Metzler dispone di un « atout » in vista dell’elezione del 10 dicembre : il suo statuto di donna. La questione del numero delle donne al governo è diventata cruciale nel corso degli ultimi anni. E’ quindi difficile immaginare che l’Assemblea federale possa rinunciare a una di esse.

A questo si aggiunge il fatto che l’anno prossimo Ruth Metzler sarà presidente della Confederazione. Solo la socialista Ruth Dreifuss lo è stata prima di lei. Ancora una volta, è difficile immaginare che i parlamentari possano sacrificare la seconda presidente della storia svizzera.

Resta però da vedere se il suo statuto di donna riuscirà a proteggerla da ogni brutta sorpresa.

swissinfo, Olivier Pauchard
(traduzione di Luisa Orelli)


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