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Manifesti di Christo e Jeanne-Claude colorano di zafferano Lugano

(swissinfo.ch)

E' una delle coppie di artisti più celebri ed inconsuete: Christo e Jeanne-Claude lasceranno, a loro modo, delle tracce anche a Lugano, al Museo d'Arte Moderna.

Jeanne-Claude, labbra vermiglie, occhi celesti e capelli di fuoco, è franca e diretta. E Christo, avvolto nella sua inseparabile giacca sahariana, è complice di quelle scintille.

E come non può sorridere compiaciuto quando, davanti ad una sala gremita, lei afferma e conferma che Christo è sempre stato uno straordinario amante, e lo è ancora adesso.

A Lugano i volti dei due artisti sui manifesti si replicano nella città come un domino. Sullo sfondo arancione – "Zafferano!" precisano Christo e Jeanne-Claude – marito e moglie sorridono.

Zafferano è il colore scelto per il progetto "The Gates", realizzato al Central Park di New York. Opera di cui i disegni preparatori sono esposti al Museo d'Arte Moderna (MADAM).

L'originalità dell'esposizione, in calendario fino al 18 giugno, risiede proprio qui: nella presentazione dei lavori preparatori delle opere più famose della coppia di artisti, spinti ai quattro angoli della Terra dalla Rosa dei Venti, tanti sono i paesi in cui hanno impresso le loro orme, seppur effimere nell'irripetibilità della loro espressione artistica.

Stupore più che emozione

La mostra, che per la sua tipologia rappresenta un momento inedito in Europa, non lascia molto spazio alle emozioni – le potrebbe, questo sì, suggerire – perché lo scopo è quello di mostrare la genesi e lo sviluppo di un progetto.

Nelle sale del Museo si possono così scoprire: Wrapped Kunsthalle (Berna, 1968), The Pont Neuf Wrapped (Parigi, 1985), Wrapped Reichstag (1995). Esposti in anteprima i lavori preparatori della prossima proposta, nello Stato del Colorado, "Over The River", alla quale gli artisti si stanno applicando con grande impegno dal 1992.

Attraverso i disegni preparatori, gli studi, i collages e i modelli in scala – vere e proprie opere d'arte che rendono omaggio alla straordinaria abilità di disegnatore di Christo – il percorso della mostra luganese permette al pubblico di "scartare" accuratamente il mondo creativo e fantastico di Christo e Jeanne-Claude e di scoprirne, in qualche modo, la complessità e la linearità.

Un po' di Svizzera nel cuore

E nel successo di questa coppia di artisti c'è anche un pezzettino di Svizzera. E non solo perché, così racconta Jeanne-Claude, "quando ero piccola ho vissuto per un po' di tempo a Berna e sono andata a Scuola a Firburgo".

Il primo "impacchettamento" ha infatti una storia speciale e tutta elvetica. Fu il noto critico d'arte svizzero Haarald Szeeman a chiedere a Christo di impacchettare la Kunsthalle di Berna, di cui Szeeeman era il direttore nel 1968.

Un episodio che Christo e Jeanne-Claude hanno ricordato con viva emozione l'anno scorso al Festival del film di Locarno, che ha voluto rendere omaggio a colui che è stato definito dall'ONU "Il più grande costruttore di mostre".

Quindici ore di lavoro al giorno

Nel corso di una lunga intervista proprio sulle rive del Verbano, Christo e Jeanne-Claude hanno parlato del loro lavoro come di una vera e propria impresa. E poco ci manca.

Senso etico rigoroso – rifiutano ogni forma di sponsorizzazione e lavori su commissione – i due artisti finanziano le loro monumentali opere attraverso la vendita dei loro schizzi e disegni preparatori.

"Non realizziamo mai lavori su richiesta – ha spiegato a swissinfo Jeanne-Claude – diamo vita soltanto ai progetti che nascono nel nostro cuore e nella nostra testa. Se ci vengono offerti dei luoghi su cui lavorare, ecco come rispondiamo di solito: il miglior modo per uccidere una buona idea, è quella di proporcela".

"Del resto ci avevano proposto di impacchettare la statua della Libertà quando la stavano restaurando, ma noi abbiamo declinato l'invito".

"Lavoriamo dalle 15 alle 16 ore al giorno – racconta ancora Jeanne-Claude – perché dobbiamo produrre molto per poter pagare le persone che lavorano per noi: sarte, avvocati, operai, imprese di trasporto, assicuratori".

"Per impacchettare il "Reichstag" – ricorda Christo – abbiamo pagato allo Stato tedesco 150 mila dollari, per il "Central Park" 3 milioni di dollari e ora che stiamo preparando il progetto "Over The River" ci troviamo di fronte ad una marea di piccoli e grandi problemi che dobbiamo risolvere".

Curiosità....Sopra il fiume...

"Dobbiamo essere capaci di ascoltare i problemi di tutti, non dare fastidio e cercare – precisa Christo - di trovare delle soluzioni. Faccio un esempio. Il progetto "Over Ther River" si estende su 60 km e lungo l'autostrada ci sono 14 villaggi. Le autorità chi hanno detto che, probabilmente, le strade saranno intasate per via del traffico che creeremo".

"Ed ecco la loro domanda? Ma che cosa succede se una donna deve partorire e l'ambulanza non riesce ad arrivare? Ebbene – spiega ancora Christo – abbiamo dovuto promettere di mettere a disposizione tre elicotteri a nostre spese".

Insomma per far quadrare ogni singola tessera del progetto, è necessario pensare a mille cose, inventare nuove soluzioni, con pazienza e con rispetto per i territori che ospitano le opere, seppur nomadi, dei due artisti davvero un po' "bohème".

swissinfo, Françoise Gehring, Lugano

Fatti e cifre

13 giugno 1935: nascono Christo e Jeanne Claude
1968: a Berna il primo storico impacchettamento della loro carriera, la Kunsthalle
2005: per l'opera The Gates al Central Park di New York sono stati installati 7 mila 503 portali su un percorso complessivo di 37 chilometri;
150 mila dollari: la somma versata allo Stato tedesco per impacchettare il Reichstag

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In breve

Christo e Jeanne-Claude, lei francese e lui bulgaro, intervengono nell'ambiente urbano e rurale per ricollocare oggetti, edifici, paesaggi in una nuova dimensione estetica.

Assumendo a prestito lembi di territorio, strutture e spazi pubblici intervengono temporaneamente, creando "amabili perturbazioni" tra la terra e il cielo, il cui scopo è quello di rifocalizzare la percezione dello spazio, di un'antica costruzione storica o di un paesaggio.

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