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Jean-Pierre Roth lascia la BNS alla fine dell'anno

Il presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS), andrà in pensione a fine 2009. Entrato nell'istituto di emissione trenta anni fa, il 63enne Jean-Pierre Roth aveva assunto l'incarico attuale nel 2001.

"Durante gli anni trascorsi alla direzione generale, Jean-Pierre Roth ha dato un grande contributo per il rafforzamento delle relazioni internazionali della Banca nazionale", ha rilevato la stessa BNS in un comunicato pubblicato venerdì. Il presidente dimissionario ha inoltre dovuto affrontare molteplici sfide, in seguito al mutamento delle condizioni quadro intervenuto in questi ultimi anni, a cominciare dall'introduzione dell'euro.

Dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 negli Stati uniti, si è aperta una fase di rapido allentamento monetario, visto il forte apprezzamento del franco. Negli anni successivi è seguita una politica monetaria con tassi vicini allo zero e quindi una fase di normalizzazione. Infine, dall'agosto 2007 la politica finanziaria ha dovuto muoversi in un contesto di crisi internazionale, che ha richiesto rapidità e flessibilità, nonché numerose innovazioni e provvedimenti per stabilizzare il sistema finanziario elvetico, scrive la BNS.

Roth, che dal marzo 2006 presiede pure il consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali, lascia la guida dell'istituto di emissione in un periodo difficile per l'economia e la piazza finanziaria svizzera. Il termine per la nomina del successore non è ancora stato definito.

È normale che Roth, da 30 anni alla BNS, si ritiri, ha osservato Delphine Jaccard, portavoce del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Circa i possibili candidati, sia il vicepresidente Philipp Hildebrand sia Thomas Jordan, membro della direzione, sono giudicati validi, ha commentato dal canto suo Rudolf Minsch di economisuisse.

Sottolineando che Roth si è sempre preoccupato, come presidente della BNS, della congiuntura economica, Daniel Lampart, capo economista dell'Unione sindacale svizzera (USS), ha rilevato che il suo successore dovrà conservare lo stesso profilo.


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