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La crisi sorride alle piccole banche

Keystone

Mentre i governi di diversi Stati, inclusa la Svizzera, annunciano misure a sostegno delle grandi banche nazionali, diversi risparmiatori corrono al riparo. Le richieste di apertura di nuovi conti presso le banche cantonali e gli istituti di credito minori stanno registrando un'impennata senza precedenti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 ottobre 2008 - 13:51

Il Consiglio federale e la Banca nazionale svizzera hanno deciso giovedì di adottare due provvedimenti coordinati per rivitalizzare il bilancio di UBS, il principale istituto finanziario del paese. La Confederazione rafforzerà la base di fondi propri di UBS attraverso un prestito di 6 miliardi di franchi obbligatoriamente convertibile in azioni.

Nel pacchetto di interventi dal governo elvetico è pure previsto un aumento della garanzia sui depositi bancari, per il momento fissata a 30'000 franchi (poco meno di 20'000 euro).

Nonostante gli esperti del settore e il mondo politico escludano un collasso del sistema bancario elvetico, i risparmiatori non vogliono prendere rischi. Alcuni hanno già iniziato a separare i loro averi aprendo nuovi conti bancari, così da beneficiare della garanzia sui depositi.

Una tendenza che avvantaggia le banche regionali e gli istituti legati alle grandi catene di supermercati, come Migros e Coop, i quali sono stati sfiorati soltanto indirettamente dalla crisi. Diverse banche cantonali, così come il ramo finanziario della Posta svizzera (Postfinance) garantiscono gli averi dei loro clienti al 100%.

Risparmiatori preoccupati

Tra il gennaio e il giugno di quest'anno - segnala a swissinfo La Posta, che al momento non dispone di dati più recenti - 105mila nuovi clienti hanno aperto un conto postale. Una cifra chiaramente in crescita, se paragonata agli 80mila dello stesso periodo del 2007.

La Banca cantonale di Zurigo parla di «centinaia» di nuovi conti aperti ogni mese, mentre le banche di Coop e Migros hanno registrato un significativo aumento della clientela.

«Ci sono clienti che sono preoccupati per i loro soldi», osserva il portavoce di UBS Andreas Kern, «e alcuni potrebbero reagire diversificando i collocamenti».

Persa la fiducia

«Molte persone hanno perso la fiducia nelle grandi banche e ora stanno trasferendo i loro soldi nel nostro istituto o in altre banche», ci conferma il portavoce di Raiffeisen Franz Würth.

La banca Raiffeisen, tra le più grandi delle "piccole", comunica che nelle sue filiali si presentano mediamente 600 nuovi clienti al giorno. «Registriamo circa un miliardo di nuovi fondi al mese», ha dichiarato il patron di Raiffeisen Svizzera, Pierin Vincenz, in un'intervista al giornale economico Finanz und Wirtschaft.

«Si tratta di quasi il doppio rispetto all'afflusso accumulato nel 2007», ha sottolineato Vincenz.

UBS non è Swissair

Proprio la perdita di fiducia nei suoi confronti è tra le cause che hanno portato UBS a chiedere l'aiuto della Confederazione, ritiene il presidente della Commissione federale delle banche, Eugen Haltliner.

All'origine del pacchetto di misure non vi è il capitale dei vari istituti di credito, ma i problemi di rifinanziamento, precisa Haltliner, secondo cui UBS e Credit Suisse sono ben finanziate e il resto del settore è sano e forte.

La Confederazione è già corsa a sostegno dell'economia nel 2001, nella vicenda Swissair; il confronto con quella circostanza non è tuttavia pertinente: contrariamente alla compagnia aerea, osserva Haltliner, l'UBS è ben capitalizzata.

swissinfo, Matthew Allen, Zurigo
(traduzione e adattamento di Luigi Jorio)

Fatti e cifre

In Svizzera ci sono 24 banche cantonali.
La più antica è quella di Ginevra (anno di fondazione: 1816).
La più recente è la banca del Giura (1979).
Organico complessivo: 16'300 persone.
Somma totale dei bilanci (fine 2007): 356 miliardi di franchi.

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Prestiti interbancari

Otto banche di credito europee, tra cui Raiffeisen Svizzera, hanno concluso un accordo per prestarsi reciprocamente fino a 15 miliardi di euro (circa 23 miliardi di franchi) per un massimo di tre mesi.

La misura concerne gli otto membri di Unico, un raggruppamento europeo che rappresenta il 21% del mercato del retail banking in Europa (110 milioni di clienti).

Unico riunisce il Crédit Agricole (prima banca francese), la tedesca DZ Bank, l'italiana ICCREA, la finlandese Pohjola, l'olandese Robobank, l'austriaca Raiffeisen Zentralbank, il Banco Cooperativo Español e Raiffeisen Svizzera.

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