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PS e consumatori criticano i bonus di UBS

Il Partito socialista e le associazioni dei consumatori deplorano la decisione dell'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) di consentire all'UBS di versare 2 miliardi di bonus ai dipendenti, malgrado le perdite di circa 20 miliardi registrate nel 2008.

Secondo la Fondazione svizzera per la protezione dei consumatori (FPC) è incomprensibile che in questo organo di sorveglianza – in funzione da inizio anno – vi siano ex dirigenti di banche e assicurazioni, mentre sono i clienti e i piccoli azionisti dell'UBS a dover sborsare per i bonus promessi ai dipendenti.

La FPC ritiene necessario che un rappresentante dei piccoli risparmiatori possa partecipare attivamente alle decisioni della FINMA, in modo da portare avanti le rivendicazioni dei clienti.

Dal canto suo, la Federazione romanda dei consumatori (FRC) chiede maggiore attenzione sulle attività bancarie, rilevando l'esistenza di un'incoerenza tra il versamento di bonus provenienti da denaro pubblico e le indennità da versare ai clienti danneggiati, ha sottolineato il segretario della FRC Mathieu Fleury, citando l'esempio della vicenda Lehman Brothers.

La decisione della FINMA ha indignato anche il Partito socialista che invita il presidente Eugen Haltiner a rassegnare le dimissioni. Il governo federale deve mettere un po' d'ordine nelle cifre dell'UBS – sottolinea la sinistra - e porre un freno «a un'arroganza dei banchieri che non conosce limiti».

Contattato dalla televisione svizzero-tedesca, il presidente Eugen Haltiner ha giustificato la scelta della FINMA: «Senza il pagamento di questi bonus, l'UBS avrebbe corso il rischio di perdere i suoi collaboratori a favore della concorrenza». Si è comunque trattato di una decisione sofferta, ha ammesso Haltiner, lasciando intendere che l'ammontare dei premi – stimato a 2 miliardi di franchi – è stato ridotto sotto pressione della stessa FINMA.


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