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Si torna a volare in Svizzera e in Europa

L'attesa si prolunga.

L'attesa si prolunga.

(Keystone)

Dopo cinque giorni di blocco totale, il traffico aereo riprenderà progessivamente martedì a partire dalle ore 8.00, come comunicato dall'Ufficio federale dell'aviazione civile e come annunciato pure dall'Unione europea.

Lo spazio aereo svizzero rimane chiuso fino alle otto di martedì. Dal canto suo, Swiss ha deciso, in attesa di ulteriori sviluppi, di cancellare tutti i suoi voli sino a martedì alle ore 10.00. La sua flotta area è così a terra da ormai più di ottanta ore.

Finora, il blocco del traffico nei cieli si è ripercosso sulle 170'000 prenotazioni presso la compagnia aerea elvetica. Soltanto nella giornata di lunedì sono stati annullati 1000 voli negli aeroporti di Zurigo-Kloten, Ginevra e Basilea- Mulhouse.

Anche i danni economici per le compagnie aree assumono contorni drammatici. Stando alle stime dell’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), le perdite sarebbero di 250 milioni di dollari al giorno, senza calcolare i costi legati ai cambiamenti di rotta degli aerei e quelli dei passeggeri bloccati a terra.

Presto corridoi di volo aperti

Il ministro elvetico dei trasporti Moritz Leuenberger si è recato lunedì a Bruxelles per incontrare il commissario europeo per i trasporti Siim Kallas. Nel corso del colloquio si è naturalmente parlato soprattutto del blocco del traffico aereo causato dalla nube di cenere proveniente dal vulcano islandese.

Secondo Leuenberger, martedì potrebbero essere aperti alcuni corridoi di volo, anche nel cielo elvetico. Il ministro elvetico ha ricordato che «spetta agli Stati e non alle compagnie aree prendere le decisioni in questo ambito» e ha inoltre sottolineato che «la priorità va data alla sicurezza».

Si ritorna a volare in Europa

Al termine del consiglio dei ministri dei trasporti dell’Ue, Siim Kallas ha reso noto che martedì alle otto si tornerà a volare nei cieli europei.

L’accordo è stato raggiunto nel corso dell’incontro tenuto lunedì a Bruxelles. L’intesa permetterà la progressiva riapertura di corridoi e spazi aerei da parte dei singoli Paesi, apertura coordinata dall’ente europeo per la sicurezza dell’aviazione Eurocontrol.

Intanto, la situazione negli scali europei rimane difficile. Infatti, l’ultimo aggiornamento ha confermato le cifre di 8.000 – 9000 voli rispetto ai 28.126 previsti, con un calo del 70%.

Voli di prova

Nel corso della giornata sono stati effettuati alcuni test di volo sopra i cieli elvetici su incarico dell'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC).

«Si tratta di raccogliere nuove informazioni», ha indicato il portavoce dell’UFAC Daniel Göring. Sulla scorta di questi dati – attesi per lunedì sera – le autorità decideranno se lasciare ancora a terra gli aerei.

Le Forze aree svizzere hanno utilizzato per i voli di prova un elicottero Superpuma, un Tiger F5 e un Pilatus. La Swiss ha fatto decollare invece un Airbus A319 con a bordo i soli piloti. Il velivolo ha sorvolato lo spazio aereo fra Zurigo, il lago di Costanza e Ginevra e ritornerà a Kloten in serata.

Buone nuove dall’Islanda

Il servizio meteorologico islandese ha rilevato che nelle ultime ore dal vulcano Eyjafjollajokull sta fuoriuscendo una colata lavica. Secondo i meteorologici ciò dovrebbe ridurre notevolmente il vapore responsabile della nube di polvere che ha causato tanti disagi.

La colonna di fumo prodotta dal vulcano raggiunge ora 4mila metri di altezza, rispetto agli 8-10 chilometri dei giorni scorsi. Questa potrebbe essere una buona notizia per l'Europa, visto che una nube così bassa non dovrebbe incontrare i forti venti in alta quota e andare molto lontano.

La Volcanic Ash Advisory Center (VAAC) di Londra afferma a sua volta che l'eruzione di cenere dal vulcano «è virtualmente finita» e che le emissioni di cenere al di sopra dei 2000 metri sono «molto limitate».

swissinfo.ch e agenzie

Effetti sugli aerei

Le polveri vulcaniche possono trasformarsi in cristalli di vetro passando attraverso il motore di un jet a causa delle alte temperature a cui vengono sottoposte.

I reattori subiscono quindi dei gravi danni strutturali che potrebbero causarne la rottura.

Un caccia F-16 ha dovuto fare i conti con la cenere vulcanica. Nei suoi motori sono state trovate tracce di polvere vetrificata che confermano i timori legati alle possibili conseguenze della nube sui velivoli.

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Scaffali vuoti?

La chiusura dello spazio aereo non dovrebbe creare problemi ai consumatori svizzeri: il rifornimento di alimentari è assicurato, tuttavia potrebbero esserci disagi per certi prodotti.

Gli asparagi verdi, ad esempio, potrebbe scarseggiare da mercoledì poiché provenienti dagli Stati uniti.

Anche il pesce fresco come il merluzzo il pangasio o il tonno, potrebbero momentaneamente mancare sugli scaffali.

Verdura e frutta dovrebbe essere invece essere disponibile a sufficienza.

Il blocco aereo offre la possibilità ai consumatori elvetici di ripensare momentaneamente le loro abitudini alimentari, acquistando prodotti locali e di stagione.

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