UBS sempre nel mirino delle autorità USA
L'intesa sull'estensione dell'assistenza amministrativa fra Berna e Washington non allenta la morsa della giustizia americana sull'UBS. La grande banca replica domandando precisazioni al fisco USA.
A meno di due settimane dall’apertura del processo, il Dipartimento di giustizia americano, che ha avviato una azione civile contro l’UBS, respinge l’argomento della “buona fede” avanzato dall’istituto elvetico.
In una richiesta inoltrata martedì al competente tribunale della Florida, il Dipartimento mantiene l’esigenza che l’UBS fornisca alle autorità erariali statunitensi i dati di 52’000 clienti sospettati di evasione fiscale. Argomenta che Washington cerca “di ottenere informazioni da parte di una banca svizzera che ha deliberatamente fatto affari negli Stati Uniti in violazione del diritto americano”.
Il Ministero ritiene peraltro insufficiente la multa di 780 milioni di dollari e l’accordo dato dall’UBS alla consegna dei nomi di circa 300 clienti al termine di un procedimento penale.
Nella documentazione con la contro argomentazione, depositata martedì presso lo stesso tribunale, dal canto suo l’UBS chiede che l’erario americano riveli il numero degli evasori fiscali identificati. L’UBS vuole ottenere la garanzia che il fisco USA non sia già in possesso delle informazioni richieste. Se ciò fosse il caso, infatti, stando all’UBS, secondo la legge degli Stati Uniti il fisco non può esigerle dalla banca.
Il tribunale federale di Miami deve esaminare il 13 luglio la vertenza.
swissinfo.ch e agenzie
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