Crisi climatica

Emissioni di CO2 della Svizzera: un piccolo Paese dalla grande impronta

Ordinata, brava a riciclare e ottima per i viaggi in treno: nella mente di molte persone, la Svizzera è un Paese pulito e genuino immerso in una natura di stupefacente bellezza. Eppure, la tanto decantata qualità della vita svizzera ha un lato oscuro: gli elevati livelli di consumismo e di comodità che aumentano l'impronta ecologica nazionale. Ecco quali sono i fattori principali che incidono sulle emissioni di CO2.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 luglio 2020 - 09:48
Corinna Staffe (illustrazione)

Rifiuti

Se tutti vivessero come gli svizzeri, la popolazione mondiale avrebbe bisogno di tre pianeti per disporre di sufficienti risorse naturali. Mentre l'Earth Overshoot Day - il giorno in cui l'umanità consuma tutte le risorse prodotte dal pianeta in un anno - cade alla fine di luglio, la Svizzera esaurisce la sua quota di risorse già all'inizio di maggio.

"A causa del suo livello di consumo relativamente elevato, la Svizzera è uno dei Paesi con un'impronta ambientale pro capite sproporzionatamente grande", scrive in un recente studio Karine Siegwart, vicedirettrice dell'Ufficio federale dell'ambiente.

Pro capite, i residenti in Svizzera gettano via più spazzatura della maggior parte degli altri cittadini europei.

"L'egoismo dilagante della nostra società si manifesta sotto forma di spazzatura e del suo smaltimento. È un segno della nostra società dell'usa e getta", afferma Andy Werren, una guida turistica della centrale elettrica Forsthaus di Berna, che produce elettricità e calore utilizzando legna, gas naturale e rifiuti.

Sebbene esistano sistemi per riciclare articoli come i contenitori per bevande, gran parte degli imballaggi in plastica è difficile o impossibile da riciclare. I sistemi e le infrastrutture locali per il riciclaggio variano a seconda della regione e del Cantone, e il prezzo dello smaltimento dei rifiuti domestici è generalmente abbastanza basso da ridurre l'incentivo al riciclaggio.

Mobilità

La Svizzera dispone di una fitta rete ferroviaria. I suoi passeggeri sono campioni in termini di numero di viaggi e di distanze percorse all'anno.

Tuttavia, il pendolarismo in automobile è ancora molto diffuso. Più della metà dei pendolari preferisce recarsi al lavoro in auto piuttosto che con i mezzi pubblici, in bicicletta o a piedi. Il trasporto su strada - compresi autobus, veicoli di servizio e di consegna - è responsabile di circa il 40% delle emissioni di CO2 in Svizzera.

In media, una persona in Svizzera percorre circa 9'000 km all'anno in aereo, il doppio rispetto a 20 anni fa. Negli ultimi anni il numero dei viaggiatori aerei è aumentato. I voli sono responsabili del 10% delle emissioni di CO2 della Svizzera, molto più del 2,5% a livello mondiale.

"In media, la popolazione svizzera vola tre volte più spesso dei cittadini europei, guida le auto più grandi d'Europa ed è uno dei maggiori produttori di rifiuti al mondo", ha indicato il WWF nel giorno in cui la Svizzera ha esaurito la sua quota di risorse con mesi di anticipo rispetto alla media mondiale.

Ma c'è una crescente pressione pubblica in favore di una riduzione dei viaggi aerei, compreso il dibattito politico sull'opportunità di introdurre una tassa sui biglietti aerei. Secondo alcuni, il biglietto stesso dovrebbe essere più costoso per scoraggiare la gente dall'usare la scusa dei voli a basso costo per una breve fuga all'estero.

Servizi come myclimate offrono agli inquinatori con sensi di colpa la possibilità di compensare le proprie emissioni di CO2 tramite il finanziamento di progetti a protezione del clima.

"Volare non è un diritto umano", dice il CEO di myclimate Stephen Neff. "È un lusso a cui ci siamo abituati in Svizzera e in altri Paesi".

Con l'obiettivo di raggiungere un saldo netto delle emissioni pari a zero entro il 2050, il governo svizzero ha adottato misure di riduzione del CO2 nei settori dei trasporti, dell'edilizia e dell'industria. Nel maggio 2020, il Parlamento svizzero ha però approvato un credito di quasi 2 miliardi di franchi per sostenere Swiss e le altre compagnie aeree colpite dalla crisi del coronavirus.

Abitazioni

La Svizzera utilizza più olio da riscaldamento rispetto ad altri Paesi europei ed è al di sopra della media per quanto riguarda le perdite di calore. Uno dei motivi è che molti edifici sono relativamente vecchi e che i proprietari sono spesso riluttanti a investire in ristrutturazioni.

Allo stesso tempo, gran parte delle nuove costruzioni in Svizzera è costituita da case unifamiliari e bifamiliari in regioni periferiche. Data la posizione discosta, i loro inquilini si spostano in automobile.

All'origine del boom edilizio vi sono in gran parte degli investitori privati, i quali scommettono sul mercato immobiliare per surriscaldarlo ulteriormente. Ciò significa che molte di queste abitazioni rimangono per il momento vuote, con il conseguente spreco di materiali edili e perdita di spazi verdi.

Condividi questo articolo