Agnelli a sufficienza per il menu pasquale in Svizzera
Nonostante la crisi dell'afta epizootica, il tradizionale agnello pasquale farà parte anche quest'anno del menu festivo. L'offerta è quantitativamente sufficiente, sebbene alcune specialità di carne fresca saranno assenti dagli scaffali. Gli stock di capretto importato rischiano invece di essere appena sufficienti per Pasqua.
La penuria di carne d’agnello era stata paventata dopo il blocco in marzo delle importazioni dall’Unione europea a causa dell’epidemia di afta epizootica. L’Unione svizzera dei macellai però assicura che una simile situazione è da escludere.
La produzione indigena di pecora e agnello si aggira in media attorno al 40 percento, ha precisato Proviande, la cooperativa per l’approvvigionamento di carne. Il resto viene importato in gran parte dall’Australia (36 percento) e dalla Nuova Zelanda (46 percento). La carne d’agnello in provenienza dall’Ue rappresenta quindi una minima parte del mercato: lo scorso anno è stata circa il 18 percento del totale delle importazioni, di cui il 13,8 percento in provenienza dalla Gran Bretagna, il 2,4 percento dalla Germania e l’1,5 percento dalla Francia. I grandi distributori come Migros o Coop si riforniscono esclusivamente in Australia e Nuova Zelanda.
Anche nei ristoranti l’agnello figurerà nei menu tradizionali. Gastrosuisse non ha avuto echi di difficoltà di approvvigionamento fra i suoi 20 mila membri. Unico problema, i buongustai dovranno rinunciare ad alcune raffinatezze come l’agnello «pré-salé», allevato nei pascoli vicino al mare e la cui carne acquista un aroma particolare.
Il gruppo Bell, fornitore leader di carne in Svizzera, non ha riscontrato problemi per quanto riguarda l’agnello, ma si preoccupa piuttosto per il capretto importato. Gli stock rischiano di essere appena sufficienti per i negozi che fornisce abitualmente, fra cui la Coop. Dall’80 percento al 90 percento della carne di capretto è importata e il mercato è sotto pressione, con i prezzi che aumentano. Questa situazione si ripercuoterà sul portafoglio dei consumatori, ammette Davide Elia, responsabile della relazioni pubbliche alla Bell.
swissinfo e agenzie
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