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Albula-Bernina in treno verso il patrimonio mondiale

Keystone Archive

L'Ufficio federale della cultura ha ricevuto lunedì il dossier con la richiesta d'iscrizione delle linee ferroviarie dell'Albula e del Bernina nel patrimonio mondiale dell'Unesco.

La Svizzera trasmetterà la candidatura all’inizio del 2007. Con tutta probabilità, la decisione definitiva dell’Unesco sarà resa nota nell’estate del 2008.

Rispettando la tabella di marcia, è stata consegnata a Berna, all’Ufficio federale della cultura (UFC), la documentazione di candidatura «Ferrovia retica nel paesaggio culturale Albula-Bernina» per l’iscrizione al patrimonio mondiale dell’Unesco.

Il progetto comprende anche il breve tratto in territorio italiano che collega Campocologno – il villaggio della Valposchiavo a ridosso del confine – e Tirano, cittadina in provincia di Sondrio.

In questo modo la candidatura ha assunto un carattere transnazionale. In un primo tempo il progetto si limitava al tratto fra Thusis, St. Moritz e Campocologno.

Il dossier dovrà adesso superare un esame formale per poi arrivare alle istanze competenti entro il gennaio 2007. La decisione dell’Unesco è prevista per il giugno del 2008. In caso di parere positivo, l’Albula-Bernina diventerebbe la terza linea ferrovia ad entrare nel patrimonio dell’Unesco. Vi si trovano già la tratta di Semmering in Austria e la linea del Darjeeling in India.

Unica al mondo

Costruite tra il 1898 e il 1910, le linee dell’Albula e del Bernina, che collegano rispettivamente Thusis a St.Moritz, in Engadina, e St.Moritz a Tirano, in Italia, attraversano paesaggi alpini mozzafiato e rappresentano un’opera dove la perizia degli ingegneri si sposa alla bellezza. Il viadotto della Landwasser (Albula) o quello elicoidale di Brusio (Bernina) sono conosciuti in tutto il mondo.

La sola linea dell’Albula, lunga 63 chilometri, conta 55 ponti e 39 gallerie. Dal canto suo, la linea del Bernina, costruita seguendo un tracciato panoramico – già all’epoca pensato per i turisti – colpisce per le sue curve strette e per il dislivello tra il punto più alto – l’Ospizio Bernina con i suoi 2253 metri – e il punto più basso – Tirano, a 429 metri: dalle nevi eterne dei ghiacciai del Morteratsch, del Cambrena e del Palü si scende – attraversando i castagneti del comune di Brusio – fino ad ammirare le palme che ornano i giardini di Tirano.

Innovative all’epoca della loro costruzione, le due linee sono ancora oggi l’esempio meglio conservato di ferrovia principale costruita in alta montagna. Il treno corre su binari a scartamento ridotto e supera, senza bisogno di ricorrere alla cremagliera, pendenze che vanno fino al 70 per mille, una delle maggiori al mondo per questo tipo di ferrovia ad adesione.

Collaborazione

Questa candidatura è «un esempio di come una collaborazione tra Confederazione, cantone e privati possa funzionare con successo anche oltre confine», ha affermato Jean Frédéric Jauslin, direttore dell’UFC alla cerimonia di consegna della documentazione alla quale hanno presto parte rappresentanti del canton Grigioni – la patria della Ferrovia retica – e delle autorità italiane.

Questa ferrovia attraversa paesaggi e zone climatiche molto variate, spazi culturali e linguistici diversi e supera montagne di notevole altitudine. «Sono convinto che grazie a questo progetto d’iscrizione al patrimonio mondiale dell’Unesco verranno rinsaldati i legami e create nuove sinergie di grande utilità per la conservazione del nostro patrimonio culturale», ha aggiunto Jauslin.

Proposte

La Ferrovia retica con il paesaggio culturale della tratta ferroviaria Albula – Bernina è solo uno dei siti elvetici che il Consiglio federale è intenzionato a presentare all’Unesco. Nella lista propositiva approvata nel 2004 si trovano anche le ville realizzate dall’architetto Le Courbusier, la regione vinicola del Lavaux ai bordi del lago Lemano, i resti d’insediamenti preistorici nei laghi e nelle paludi e il paesaggio urbano dell’industria orologiera di La Chaux-de-Fonds e Le Locle.

Finora, oltre alla Ferrovia retica, è stata inoltrata solo la candidatura riguardante i vigneti del Lavaux. Gli altri dossier sono ancora in preparazione. Per quanto riguarda il patrimonio naturale – che, proprio come quello culturale, è oggetto di una lista dell’Unesco – la Svizzera ha depositato recentemente la candidatura del sovrascorrimento tettonico delle Alpi glaronesi.

swissinfo e agenzie

Sulle liste del patrimonio mondiale dell’Unesco figurano sei siti elvetici, quattro culturali e due naturali.
Il convento benedettino di San Giovanni a Müstair (1983)
Il convento di San Gallo (1983)
Il centro storico di Berna (1983)
I tre castelli di Bellinzona (2000)
La regione Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn (2001)
Il monte San Giorgio (2003)

L’Organizzazione delle nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco) s’impegna nella salvaguardia del patrimonio culturale e naturale mondiale. I siti inseriti nelle liste dell’Unesco sono considerati di valore universale inestimabile.

Per tutelarli, l’Unesco ha adottato il 16 novembre 1972 la Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale.

La Svizzera ha ratificato la Convenzione Unesco nel 1975.

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