Asilo: 100 franchi al mese di tassa per i rifugiati che lavorano
I costi amministrativi derivanti dalla percezione della tassa - 10% - prelevata sui salari dei richiedenti d'asilo o gli stranieri ammessi provvisoriamente che lavorano sono troppo elevati: per questa ragione, Berna pensa ad un prelievo di 100 franchi mensili per semplificare il sistema.
Attualmente l’Ufficio federale dei rifugiati (UFR) gestisce 35 584 conti, ha detto all’ats Alex Suter confermando un articolo apparso martedì sul «Bund», ciò che è «fonte di parecchio lavoro amministrativo». Nella revisione della legge sull’asilo, il Consiglio federale prevede di sostituire il vecchio sistema con il versamento di una somma unica di 100 per persona al mese con la quale coprire parte dei costi causati dalle procedure di asilo.
Pur criticando il vecchio sistema che obbligava molte persone a rivolgersi all’assistenza pubblica considerati i bassi salari, l’Organizzazione svizzera per l’aiuto ai rifugiati critica anche la nuova soluzione prospettata dal governo. Sui salari dei richiedenti d’asilo lo stato percepisce già una tassa alla fonte nonché altretrattenute. Noi, ha detto il portavoce dell’organizzazione Jürg Schertenleib, «siamo contro questa doppia imposizione».
I prelievi salariali sono stati introdotti nel 1992. L’UFR gestisce ogni singolo conto: nel 2000 sono stati raccolti 51,7 milioni di franchi, di cui 29,2 poi riversati ai singoli titolari dei conti. Una volta dedotte le spese, essi hanno diritto ad intascare quanto rimasto qualora si apprestino a partire o si sia verificato un cambiamento di «status» giuridico.
Il nuovo sistema non prevede il versamento d’eventuali esuberi. Questa tassa speciale andrebbe prelevata a partire da un salario lordo mensile di 1300 franchi e per una durata massima di dieci anni. Le entrate nette annuali dovrebbero essere più o meno uguali alle attuali: tra i 12,5 e 13,4 milioni di franchi.
swissinfo e agenzie
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