Autotrasportatori e ambientalisti solo parzialmente soddisfatti
Come era prevedibile, ha sollevato reazioni contrastanti la decisione del Consiglio federale di applicare la tassa sul traffico pesante dal primo gennaio prossimo e di aprire simultaneamente le strade svizzere ai camion di 40 tonnellate.
L’Iniziativa delle Alpi, per bocca del suo direttore Alf Arnold, ha fatto sapere di apprezzare la posizione del governo quanto alla rapida introduzione della tassa sui camion commisurata ai chilometri percorsi. Ha definito invece «meno rallegrante» la disponibilità elvetica a concedere permessi di transito ai «bisonti» della strada già dal primo gennaio del 2001. Arnold non ha avuto peli sulla lingua: «il Consiglio federale – ha detto – ha ceduto ad un
ricatto».
Sulla stessa lunghezza d’onda i commenti dell’Associazione traffico e ambiente (ATA), che approva i tempi di introduzione dell’ecotassa, ma invita il Consiglio federale a impegnarsi fermamente affinché i limiti calcolati per il transito alpino non vengano superati.
L’ATA ricorda che gli accordi sul traffico con l’Unione europea pongono un obiettivo preciso: entro il 2009 il transito di veicoli pesanti sull’asse nord-sud deve essere ridotto a 650mila all’anno. Il governo è quindi invitato a mettere in atto politiche mirate per trasferire il trasporto di merci dalla strada alla ferrovia.
Contenti a metà, ma per ragioni opposte, i «Routiers suisses» che giudicano positiva la decisione di introdurre simultaneamente sia l’ecotassa, sia i contingenti per i camion di 40 tonnellate. Ma la scadenza del primo gennaio 2001 è considerata troppo ravvicinata: il Consiglio federale avrebbe dovuto posticiparla per permettere ai camionisti di meglio prepararsi alla nuova realtà.
Decisamente negativa invece la reazione dell’Associazione svizzera degli autotrasportatori ASTAG, che giudica penalizzanti nei confronti della concorrenza straniera le disposizioni relative ai contingenti per i tir di 40 tonnellate.
swissinfo e agenzie
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