Economia svizzera sempre in crescita
L'Istituto di analisi congiunturale KOF e il Fondo monetario internazionale prevedono che la crescita economica svizzera proseguirà anche nei prossimi due anni.
Malgrado le turbolenze sui mercati finanziari, il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) prevede per il 2008 un tasso di espansione del prodotto interno lordo (Pil) del 2,1%.
«La crescita in Svizzera rimane ad alti livelli», ha affermato Yngve Abrahamsen, economista del KOF.
Si nota l’effetto frenante della crisi finanziaria sull’economia mondiale, ha osservato Volker Nitsch, responsabile del comparto Congiuntura internazionale. L’impatto sull’economia reale al di fuori del settore finanziario è tuttavia limitato.
Il KOF ritiene che le turbolenze finanziarie lentamente cesseranno, ciò non da ultimo grazie ai provvedimenti della Banca centrale americana. «Entro la fine del 2008 avremo una situazione più stabile», ha affermato Nitsch.
Per la Svizzera le turbolenze si faranno sentire a causa dell’indebolimento dell’espansione mondiale, il che si tradurrà in una minore crescita dell’export. L’incremento del Pil deriverà invece quest’anno dall’aumento dei consumi dei nuclei famigliari.
Reazione corretta alla crisi
Secondo il Fondo monetario internazionale (FMI), le autorità elvetiche stanno reagendo correttamente alle turbolenze finanziarie dei mercati: esso prevede tuttavia una crescita economica per il 2008 e il 2009 di poco inferiore all’1,5%, visto il rallentamento mondiale.
L’FMI si dimostra quindi leggermente più pessimista della Banca nazionale svizzera (la cui previsione si situa tra l’1,5 e il 2% per quest’anno).
A breve termine il deterioramento della congiuntura mondiale peserà sulle esportazioni elvetiche, che costituiscono una parte rilevante del PIL. A ciò si aggiungono il rischio di inflazione legato al rincaro del petrolio e la robustezza del franco. Tuttavia, sia gli esperti del Fondo monetario che la BNS si rifiutano di cedere al panico, sebbene venerdì scorso il franco abbia raggiunto simbolicamente la parità con il dollaro e oggi rimanga superiore al biglietto verde.
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