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I centri finanziari del terrorismo sono negli Stati Uniti, non in Svizzera

I soldi da riciclare viaggiano per valigia e non sui conti numerati; questo spiega l'aumento della richiesta di banconote, nonostante l'uso sempre maggiore di carte di credito Keystone Archive

Per i servizi segreti americani, le connessioni finanziarie legate alla persona di Bin Laden transitano dalla Svizzera e da altri piccoli paradisi fiscali. Secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, invece, gli Stati Uniti farebbero bene dapprima a fare ordine in casa loro.

Dal 1996, la Euro-American Corporate Services Inc ha creato circa 2000 società. I certificati d’immatricolazione comportano unicamente il nome della persona incaricata di ottenere la registrazione della società. In altre parole, in nessun documento figurano i nomi dei dirigenti o degli associati effettivi.

Addirittura, “le società sono create a pacchetti di 10 o 20 per rispondere meglio alle richieste degli intermediari russi.” Euro-American Corporate Services Inc non è stata creata alle Isole Vergini o in Liberia, ma nello Stato del Delaware, negli Stati Uniti. La società è nel mirino del senatore americano Carl Levin, che ha redatto un rapporto intitolato “Suspicious banking activities – Possibile money laundering by US Corporations formed for Russian entities.”

Conti in istituti americani

Presso la sede dell’OCSE a Parigi, le recenti dichiarazioni dei dirigenti americani hanno provocato un vero disagio presso gli esperti della lotta contro il riciclaggio di soldi e della caccia alle reti finanziarie dei terroristi.

In effetti, gli Stati Uniti hanno messo i bastoni nelle ruote dell’OCSE in maggio perché frenasse le sue attività nei confronti dei Paesi e territori non cooperativi in materia di lotta contro il riciclaggio di danaro. Il segretario di stato americano Paul O’Neill aveva detto che questa lotta “non corrisponde alle priorità fiscali ed economiche dell’amministrazione americana.”

In realtà, secondo il senatore democratico americano Carl Levin, le banche americane sarebbero diventate il principale centro di riciclaggio di danaro sporco del pianeta. Tramite “corrispondenti bancari”, certe banche “offshore” possono aprire conti negli istituti americani “che conferiscono loro una posizione rispettabile”. In questo modo, gli Stati Uniti riceverebbero ogni anno tra i 250 e i 500 miliardi di dollari di danaro sporco. Questo corrisponde a una percentuale variante tra il 25 e il 50% di tutto il danaro di origine criminale che circola nel mondo.

“Certo, le autorità americane non possono dire questa verità alla loro opinione pubblica dopo gli attentati dell’11 settembre. Cercano di distogliere l’attenzione designando quali colpevoli piccoli paesi che possono difendersi meno bene, come la Svizzera”, constata un esperto francese dell’OCSE.

Banconote nascoste nelle valigie

Il segreto bancario svizzero, indicato quale responsabile dalle autorità americane ed europee, svolgerebbe in definitiva un ruolo minore nel riciclaggio dei capitali. Il Gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali (GAF) riconosce in un recente rapporto che “i fondi di origine illegale generano principalmente contanti.”

Questo è provato dal fatto che attualmente “si registra un aumento della domanda di banconote; una domanda poco logica, se si considera la tendenza generale del pubblico a usare altri mezzi di pagamento.” Insomma, Bin Laden e i suoi prestanome continuano a usare grossi pacchetti di banconote nascosti nelle valigie per condurre le loro operazioni illecite, senza ricorrere necessariamente a conti numerati.

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