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In picchiata le azioni di SAirGroup

Negli ultimi due anni il valore delle azioni del gruppo SAir era già sceso da 500 a 170 franchi swissinfo.ch

Le azioni del gruppo in crisi sono precipitate nelle contrattazioni alla borsa svizzera, perdendo in chiusura di giornata il 21,1 percento del loro valore rispetto alla chiusura dei mercati venerdì scorso. Lunedì il titolo SAir era stato sospeso per tutta la giornata in seguito all'annuncio di perdite per 2,9 miliardi di franchi nel bilancio 2000. Le misure del piano di risanamento abbozzato da Mario Corti non sembrano aver rassicurato operatori e investitori.

Nonostante la sospensione delle contrattazioni sul titolo SAir Group nella giornata di lunedì, le azioni del gruppo hanno ceduto oltre un quinto del loro valore, accentuando ulteriormente la situazione di crisi emersa in tutti i suoi risvolti lunedì, durante la presentazione del catastrofico bilancio dell’anno scorso.

Nel giro di due anni il titolo SAir era già sceso da oltre 500 franchi ai 170 registrati in queste ultime settimane. Le prime ore all’apertura del mercato borsistico svizzero sono state drammatiche per SAirGroup. Durante la mattinata il valore delle azioni è precipitato a poco più di 120 franchi (il valore che gli esperti del mercato finanziario assegnano attualmente al titolo di SAir Group) per chiudere poi a fine giornata a 139,50, con una perdita effettiva durante la seduta di martedì di 37 franchi e 50 centesimi.

Come era prevedibile, operatori e investitori non sono stati tranquillizzati dagli obbiettivi fissati da Mario Corti per tentare di bloccare l’emorragia finanziaria di SAir Group. Le cifre presentate dal nuovo direttore operativo e presidente del consiglio di amministrazione hanno messo a nudo una situazione ancora peggiore di quella ventilata da alcuni mesi.

Le perdite si sono assestate sui 2,9 miliardi di franchi nel 2000, mentre nelle ultime settimane vari esperti pronosticavano un disavanzo situato tra 1 e 2 miliardi di franchi. E ancora più preoccupanti appaiono i problemi che il gruppo dovrà affrontare per liberarsi dalle sue partecipazioni fallimentari all’estero. Sia in Francia che in Belgio e in Germania l’abbandono della strategia di espansione avviata negli ultimi due anni comporterà enormi sacrifici finanziari.

SAirGroup ha annunciato lunedì di aver azzerato contabilmente il valore delle partecipazioni all’estero. Per i prossimi mesi, o forse anni, dovrà comunque cedere diverse centinaia di milioni di franchi per riuscire a sganciarsi o a ristrutturare compagnie deficitarie come le francesi Air Liberté, AOM e Air Littoral. Il risanamento o la vendita di queste compagnie sono fortemente condizionati dalle rivendicazioni dei sindacati e delle autorità francesi.

Stesso discorso vale anche per la Sabena che SAirGroup intende probabilmente mantenere anche in futuro, in vista di un possibile ingresso nell’alleanza Oneworld. Una base in Belgio potrebbe infatti rafforzare la posizione del gruppo verso questa nuova strategia. Una decisione sul futuro della compagnia belga è attesa comunque per la prossima estate.

Altrettanto problematico sembra già ora l’abbandono della partecipazione detenuta presso la tedesca LTU, la terza fonte principale delle perdite registrate l’anno scorso dal gruppo svizzero. Rimane inoltre da verificare in che misura la vendita di immobili, alberghi e altre partecipazioni minori basterà a coprire nei prossimi mesi gli enormi bisogni di liquidità necessari per evitare il peggio.

Mario Corti ha annunciato di aver avviato trattative con un consorzio di grandi banche per garantire disponibilità finanziarie urgenti. L’esito di queste trattative rimane comunque piuttosto incerto, come dimostrato dall’agenzia di rating Moody’s che, lunedì, ha deciso di abbassare da A-3 a Baa3 le stime sul debito a lungo termine di SAirGroup e da P-2 a P-3 quelle sul debito a corto termine.

swissinfo

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