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L’alleanza nei cieli fra Svizzera e Italia non si farà

Swissair guarda ora verso la Turchia e la Malaysia Keystone

Un'alleanza fra Swissair a Alitalia non è più all'ordine del giorno. Le due compagnie aeree hanno interrotto le discussioni, anche se le trattative non sono totalemente finite.

«Per il momento non ci sono più progressi in questo dossier» ha detto all’Agenzia telegrafica svizzera la portavoce di SAirGroup Batrice Tschanz, confermando una notizia in tal senso pubblicata sabato dal «Blick».

Il gruppo zurighese non ha però voluto esprimersi sui motivi di questa decisione. Secondo il quotidiano svizzero tedesco il consiglio di amministrazione di SAirGroup ha deciso giovedì di non ridurre ulteriormente la già esigua copertura di fondi propri (dell’ordine del 20 per cento). Alitalia – in un comunicato diffuso domenica – ha riferito di «prendere atto delle dichiarazioni sul «congelamento» delle trattative tra le due compagnie aeree», aggiungendo che «SAirGroup era soltanto una delle ipotesi allo studio dell’azienda».

Oltre che con Swissair, Alitalia discute la possibilità di un’alleanza di capitale con Air France. Mentre all’inizio dell’anno era fallito un progetto d’intesa con l’olandese KLM. Quest’ultima aveva imputato la colpa al lento processo di privatizzazione della compagnia italiana e ai problemi con l’aeroporto milanese della Malpensa.

Attualmente – ha indicato il portavoce di SAirGroup Jean-Claude Donzel – Swissair cercherà di rafforzare la collaborazione strategica con Malaysia Airlines (MAS). Le discussioni con la compagnia asiatica deficitaria non sono ancora iniziate, ma gli specialisti ritengono una partecipazione del 29 per cento nel capitale MAS l’ipotesi più plausibile.

Swissair «segue anche con attenzione la privatizzazione di Thai Airways», che dovrebbe mettere all’asta il 10 per cento del suo capitale. La compagnia elvetica è poi anche interessata a entrare nel capitale di Turkish Airlines (THY), membro del gruppo Qualiflyer. Il governo turco vuole privatizzarne il 51 per cento, di cui però al massimo il 24 per cento andrebbe a partner stranieri.

Inoltre, secondo il «Financial Times», SAirGroup ha già preso contatto con il gruppo industrial-finanziario turco Sabanci in vista di una partecipazione comune. Donzel non ha voluto esprimersi su questa eventualità.

I tre interventi hanno comunque bisogno di discussioni «a lungo termine», ha precisato la Tschanz ricordando che la compagnia svizzera sta già negoziando da due anni con Turkish e Thai.

D’altro canto, riferendosi alle voci di una cessione di Swissair, il presidente del consiglio d’amministrazione di SAirGroup Eric Honegger ha detto sabato in una intervista alla rete TV privata zurighese «Tele24» che il gruppo non intende separarsi da alcune attività poiché, malgrado il guadagno a breve termine, ciò comprometterebbe la strategia sul lungo periodo, basata sui due assi portanti della società aerea e della distribuzione. Nei prossimi due anni SAir cederà invece parte del suo parco immobiliare, valutato a 2,1 miliardi di franchi, ha detto la Tschanz aggiungendo che la strategia era già stata decisa questa estate.

Eric Honegger ha ammesso che la divisione SAirLine, che riunisce le compagnie aeree del gruppo (Swissair, Crossair, Balair e altre partecipazioni a compagnie estere) deve far fronte all’aumento del prezzo del carburante e ai disavanzi di diverse filiali estere, come la belga Sabena e le francesi Air Littoral, Air Liberté e AOM. L’obiettivo a breve terme – ha spiegato – è di far fare profitti a queste società.

Malgrado le difficoltà Honegger è convinto della bontà della strategia di SAir: «Compensare l’esiguità del nostro mercato interno ed espanderci all’estero. Sono sicuro che troveremo una soluzione» – ha detto. La sua tesi sembra confermata dagli utili previsti per il 2000, dell’ordine dei 200 milioni di franchi.

swissinfo e agenzie

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