L’esperienza elvetica per le banche russe
Mancanza di trasparenza e scarsi meccanismi di controllo indeboliscono il sistema bancario russo.
Un progetto finanziato dalla Svizzera vuole rendere più facile per le banche l’accesso al mercato dei capitali e rafforzare così il settore.
“Il mio denaro non lo porto in banca, ma lo deposito in Banka”, ripetono scherzosamente i russi. Sono infatti in molti a dare più fiducia alla Banka, ossia il vaso per le conserve, piuttosto che alle loro banche.
A causa dei timori di un altro crack bancario si stima che sotto i materassi sia conservata una somma compresa tra 50 e 120 miliardi di franchi; negli istituti sono invece depositati circa 100 miliardi di franchi.
Un nano se paragonato alla Svizzera
Alle banche russe mancano così i mezzi per concedere dei crediti agli imprenditori e la crescita economica è frenata.
Nel paese esistono circa 1300 istituti. Se paragonato al sistema bancario elvetico, quello russo è però un nano: il volume complessivo dei beni patrimoniali di tutte queste banche è grande quanto quello della sola UBS.
Rafforzare il sistema…
“Un’economia può essere robusta solo se il settore finanziario è forte”, afferma Patrick Luternauer, manager del programma “Corporate Governance nel settore bancario russo”.
Da quattro mesi, il 39.enne si trova a Mosca per lavorare sul progetto finanziato dal Segretariato di Stato dell’economia (seco) elvetico e realizzato sotto l’egida della Corporazione finanziaria internazionale (IFC), un organismo della Banca mondiale.
L’obiettivo è di rafforzare il sistema bancario, in particolare aumentando la trasparenza e migliorando i controlli interni
…e conquistare la fiducia
“Il progetto”, sottolinea Luternauer, “sostiene gli sforzi degli istituti di credito russi per migliorare le loro strutture e i loro processi interni. Ciò incoraggia a riporre una maggiore fiducia nel sistema e nello stesso tempo contribuisce ad incrementare la stabilità del settore”.
“In tal modo possiamo agevolare l’accesso ai capitali per le banche; la nostra speranza è di stimolare la concessione di crediti alle piccole e medie imprese, finora praticamente escluse dal mercato dei fidi, e di rafforzare l’economia russa nel suo insieme”, aggiunge Luternauer.
I tempi sono maturi
Il progetto è iniziato in un momento favorevole. L’interesse è infatti molto grande, poiché le banche hanno capito che per sopravvivere devono svolgere un ruolo attivo.
Le pressioni esercitate dalla Banca centrale sono sempre più massicce: chi vuole ottenere una licenza deve soddisfare condizioni sempre più severe. La concorrenza è inoltre sempre più forte.
“In questo momento stanno conoscendo un forte sviluppo il retail-banking, il credito al consumo e le ipoteche”, osserva Luternauer. Le banche non possono però esaudire tutte le richieste poiché mancano di mezzi.
Un’esperienza da trasmettere
“Le banche si sono rese conto che per continuare a crescere devono far appello ai capitali internazionali”, rende attenti Luternauer. “Per mantenere bassi i loro costi e i loro tassi d’interesse, devono minimizzare i rischi ed essere conformi ai criteri internazionali”.
Entrambi i traguardi possono essere più vicini con l’introduzione dei principi della Corporate Governance, principi che definiscono in modo chiaro regole, competenze e responsabilità, aumentano la trasparenza e impongono controlli sistematici.
Luternauer e i suoi nove collaboratori stanno pianificando un seminario che sarà aperto a una vasta cerchia di persone. I presenti potranno approfittare anche dell’esperienza svizzera: “Stiamo discutendo con rappresentanti del Credit Suisse, dell’UBS e di altri istituti per una loro eventuale partecipazione”.
Una simile cooperazione non è una novità: ad esempio, i banchieri russi possono già trarre insegnamenti dall’esperienza dei loro colleghi elvetici in materia di lotta al riciclaggio di denaro sporco.
Il sostegno del seco
Il progetto, della durata di due anni, è finanziato dal Segretariato di Stato dell’economia (seco), che contribuisce con una somma di 2,31 milioni di franchi. “Da molto tempo il seco s’impegna per sostenere il settore privato in Russia e negli altri paesi dell’ex Unione Sovietica, afferma Jörg Lauberbach, incaricato del progetto presso l’Ufficio di cooperazione svizzero di Mosca.
“Un settore bancario funzionante è uno dei fattori più importanti per un’imprenditoria sana”, aggiunge Lauberbach, che spera in un effetto moltiplicatore.
“Le banche che si attengono ai principi di una buona Corporate Governance possono esigere dai loro clienti il rispetto degli stessi standard”. Questo programma, del resto, è la continuazione logica di un altro progetto – pure finanziato dal seco- che si occupava dello stesso tema ma destinato al settore non bancario.
swissinfo, Alexandra Stark, Mosca
(traduzione di Daniele Mariani)
Un progetto finanziato dalla Svizzera vuole aiutare le banche russe a migliorare il management e la trasparenza.
Le banche potrebbero così avere più mezzi finanziari a disposizione da elargire all’imprenditoria sotto forma di crediti.
Il progetto potrebbe così contribuire a stabilizzare il sistema bancario e l’economia russa nel suo insieme.
In Russia vi sono circa 1300 banche.
Il sistema bancario è piccolo. La sola UBS ha un volume di beni patrimoniali che corrisponde a quello dell’insieme degli istituti russi.
Secondo una stima, i russi preferiscono conservare a casa loro una somma compresa tra 50 e 120 miliardi di franchi.
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