I tagli ai finanziamenti mettono in difficoltà l’OMS
Riuniti questa settimana a Ginevra, i delegati dell'Organizzazione mondiale della sanità devono affrontare decisioni difficili sul futuro della cooperazione sanitaria globale, dopo i drastici tagli ai finanziamenti che hanno sconvolto i programmi in tutto il mondo.
Alla 79esima edizione dell’Assemblea mondiale della sanità, gli Stati membri dovranno decidere quali risorse finanziarie e quali competenze attribuire all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per consentirle di affrontare le crisi sanitarie e umanitarie, in un contesto caratterizzato da notevoli limitazioni di bilancio.
“Dai conflitti alle crisi economiche, dal cambiamento climatico ai tagli agli aiuti, viviamo in tempi difficili, pericolosi e che creano divisioni”, ha dichiarato lunedì ai delegati e alle delegate presenti a Ginevra il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando che l’agenzia “ha attraversato un periodo difficile a causa dei tagli improvvisi e drastici ai nostri finanziamenti”.
Il mondo è in ritardo rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) relativi alla salute fissati per il 2030. L’OMS stima che 4,6 miliardi di persone non abbiano ancora accesso ai servizi sanitari essenziali, mentre 2,1 miliardi si trovano in difficoltà finanziarie a causa delle spese sanitarie. Si prevede che entro il 2030 il mondo dovrà affrontare una carenza di 11 milioni di operatori sanitari.
Dalla pandemia da Covid-19 in avanti, i finanziamenti globali per la sanità sono stati sottoposti a pressioni sempre maggiori, poiché i Paesi donatori hanno modificato le priorità di spesa e ridotto il budget degli aiuti all’estero. La stretta si è intensificata nel 2025, dopo che gli Stati Uniti (da sempre il principale donatore dell’OMS) hanno deciso di ritirarsi dall’organizzazione e congelato gran parte della spesa per gli aiuti esteri. Intanto, Washington deve ancora saldare i propri arretrati.
La decisione ha creato un deficit di finanziamento immediato di circa 600 milioni di dollari fino alla fine del 2025 e ha messo in luce una profonda falla strutturale dell’OMS, poiché Washington rappresentava quasi un quinto del suo bilancio. L’organizzazione è quindi stata costretta a ridurre il proprio budget per il 2026-2027 del 20% circa, anche se funzionari e funzionarie affermano che riforme finanziarie più ampie hanno contribuito ad attutire lo shock.
I tagli statunitensi ai finanziamenti globali per la sanità, presto imitati dai principali donatori europei, hanno costretto l’OMS a tagliare posti di lavoro e a dare “priorità assoluta” ai suoi programmi, compromettendo le iniziative di risposta alle emergenze e servizi che vanno dalle terapie per la tubercolosi all’assistenza alle madri.
Vediamo cinque grafici che illustrano l’entità dei tagli e il loro effetto su sanità globale e finanziamenti.
1. Lo shock finanziario
Gli Stati Uniti erano il principale Paese donatore dell’OMS, poiché rappresentavano poco più di un terzo dei finanziamenti destinati alle emergenze sanitarie (il 34% per il periodo 2024-25), finanziavano circa la metà dei programmi contro la tubercolosi e fornivano il 75% dei fondi per i programmi sull’HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili. Tuttavia, anche altri governi hanno ridotto il proprio sostegno.
Inizialmente, l’OMS aveva previsto un deficit di finanziamento di 1,79 miliardi di dollari (1,40 miliardi di franchi) per il 2026-2027. La cifra è poi scesa a 1,05 miliardi di dollari a seguito di una significativa riduzione della forza lavoro globale dell’organizzazione.
2. La riduzione degli aiuti da parte dei Paesi donatori tradizionali lascia spazio alla filantropia
La riduzione del sostegno da parte di altri importanti Paesi donatori, tra cui Germania e Regno Unito, ha aggravato la pressione finanziaria sull’OMS e sui principali programmi sanitari.
- Il Regno UnitoCollegamento esterno ha ridotto del 15% il proprio contributo al Fondo globale per la lotta all’AIDS, la tubercolosi e la malaria, scendendo a 850 milioni di sterline (892 milioni di franchi) per il periodo 2026-2028. Inoltre, ha interrotto il finanziamento diretto all’Iniziativa globale per l’eradicazione della poliomielite (GPEI), decidendo invece di convogliare il proprio supporto attraverso l’OMS e la GAVI Alliance per i vaccini.
- Il budget della Germania per il 2025Collegamento esterno ha tagliato gli aiuti umanitari di 1,3 miliardi di euro (1,2 miliardi di franchi), con una riduzione del 47% rispetto al 2024. In più, ha ridotto del 19% i contributi alla GPEI.
- In risposta al ritiro degli Stati Uniti dall’OMS, la Cina si è impegnata a stanziare 500 milioni di dollari in più tra il 2025 e il 2030 per compensare almeno in parte le difficoltà finanziarie dell’organizzazione.
- La Svizzera, sede dell’OMS, ha promesso ulteriori 80 milioni di dollari (67 milioni di franchi) per il periodo 2025-2028.
“Secondo le previsioni, il 90% del bilancio di base per l’attuale biennio risulta coperto”, ha dichiarato lunedì il direttore generale dell’OMS ai delegati e delegate. “Tuttavia, siamo consapevoli che, nell’attuale contesto, non sarà facile mobilitare il restante 10%”.
L’OMS non fa affidamento solo sui Paesi per finanziarsi. Uno studio del BMJ Global HealthCollegamento esterno nel 2025 ha rilevato che, tra il 2000 e il 2024, la Fondazione Bill e Melinda Gates ha contribuito con circa 5,5 miliardi di dollari alle attività dell’organizzazione, andando a rappresentare quasi il 10% del suo reddito complessivo e ponendosi come secondo donatore per importanza dopo gli Stati Uniti.
I tagli ai finanziamenti statunitensi rendono la fondazione il principale finanziatore individuale dell’OMS
3. Il divario tra fabbisogno e finanziamenti
Negli ultimi tre anni, a causa della diminuzione dei finanziamenti, l’OMS ha speso ogni anno più di quanto abbia ricevuto. Il bilancio 2025 mostra che l’organizzazione ha evitato una grave crisi grazie a drastici tagli alla spesa e facendo affidamento su consistenti ritorni sugli investimenti dopo il congelamento dei fondi statunitensi. Nel 2025, l’attuazione dei programmi e dei servizi sanitari finanziati attraverso il bilancio dell’OMS ha raggiunto un totale di 3’429 miliardi di dollari, con una diminuzione di 334 milioni di dollari rispetto al 2024.
4. L’impatto dei tagli sulla sanità globale
I funzionari e funzionarie della sanità affermano che i tagli stanno costringendo l’OMS e i suoi partner a razionare gli aiuti e a ridimensionare le operazioni sanitarie di emergenza in tutto il mondo. Nel 2025, secondo l’agenzia sanitaria mondiale, le riduzioni dei finanziamenti hanno colpito 5’687 strutture sanitarie in 20 Paesi e territori in situazione di crisi.
L’OMS, che collabora con oltre 1’500 partner in tutto il mondo, ha evidenziato i seguenti esempi di come i tagli ai finanziamenti incidano sulla sanità globale:
• Accesso alla sanità: nel 2025, circa 2’038 strutture sanitarie hanno sospeso le operazioni, riducendo l’accesso all’assistenza sanitaria per 53,3 milioni di persone. Questa cifra rappresenta il 65% degli 81,4 milioni di persone originariamente destinate all’assistenza sanitaria umanitaria per quell’anno.
• Salute femminile: i tagli ai programmi sostenuti dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) hanno lasciato più di 2,2 milioni di donne senza servizi sanitari essenziali in Afghanistan, Sudan e Yemen. La mancanza di fondi ha costretto ad annullare l’ordine di 100’000 kit post-stupro per la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Il 60% delle organizzazioni femminili in tutto il mondo ha ridimensionato la propria attività.
• Tubercolosi: l’OMS avverte che i tagli a lungo termine dei finanziamenti internazionaliCollegamento esterno potrebbero causare fino a 2 milioni di decessi e 10 milioni di casi di tubercolosi in più tra il 2025 e il 2035.
• Salute mentale: nel 2025, circa 750’000 persone hanno perso l’accesso ai servizi per la tutela della salute mentale in 32 Paesi.
• Nutrizione infantile: l’OMS riferisce che la riduzione degli aiuti allo sviluppo e l’indebolimento dei sistemi di monitoraggio nutrizionale stanno limitando la capacità dei Paesi di monitorare la situazione nutrizionale di bambini e bambine e di intervenire in merito. Un rapporto del Global Nutrition Cluster, nel 2025, ha rilevato che il numero di minori affetti da ritardo della crescita in Africa è in continuo aumento. Il fenomeno è legato a malnutrizione cronica e a malattie ricorrenti nella prima infanzia.
5. I tagli all’organico
L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevedeCollegamento esterno che il proprio organico passerà da 9’401 unità nel gennaio 2025 a 7’360 entro giugno 2026, con una riduzione del 22%. In un aggiornamento sulle risorse umane del gennaio 2026, l’organizzazione ha dichiarato di dover abolire 1’282 posti di lavoro, nonostante gli sforzi per limitare i tagli attraverso il turnover naturale e il pensionamento anticipato volontario. Le riduzioni più drastiche sono previste presso la sede centrale di Ginevra e i Global Shared Services, dove il personale dovrebbe diminuire del 28%, mentre le regioni africana ed europea dovrebbero registrare una contrazione rispettivamente del 25% e del 24%. Lunedì, il direttore dell’OMS ha dichiarato che la riorganizzazione è stata completata.
Articolo a cura di Virginie Mangin/ts
Traduzione di Camilla Pieretti
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