Mucca pazza: vietate le farine animali, ma i consumatori sono inquieti
Come prevsito, il Consiglio federale ha deciso mercoledì di vietare le farine animali già a partire da gennaio. Bisognerà vedere se la misura saprà rassicurare i consumatori. Anche in novembre infatti i prezzi del manzo hanno registrato un calo.
Le farine animali in Svizzera saranno vietate dal 1° gennaio 2001. La Confederazione coprirà il 75 per cento dei 40 milioni di franchi necessari annualmente allo smaltimento obbligatorio di questo tipo di foraggio, accusato di essere responsabile della malattia della mucca pazza (BSE) nei bovini da allevamento.
Il Consiglio federale ha deciso mercoledì di modificare l’Ordinanza sulle epizoozie, ha comunicato il Dipartimento federale dell’economia (DFE). Sono stati vietati anche i grassi derivati dal processo di fabbricazione delle farine. A livello pratico cambia ben poco: questi prodotti non sono infatti più in commercio dall’11 dicembre, spiega il DFE.
Con questo giro di vite la Svizzera si allinea alle misure decise dall’Unione europea per lottare contro il morbo della mucca pazza.
La decisione del Consiglio federale di vietare l’uso di farine animali è oggetto di critiche. Contadini e fabbricanti di mangimi non capiscono in particolare le eccezioni previste dal governo.
Per i fabbricanti è assurdo vietare un prodotto sotto una certa forma e autorizzarlo in un’altra. Da più parti ci si chiede inoltre come mai i maiali possano continuare ad essere nutriti con farine animali in forma liquida, se lo scopo della misura è di sradicare il morbo della vacca pazza.
Anche i contadini bio, che usano prodotti di origine animale come concime, sono preoccupati per il divieto. L’Unione svizzera dei contadini e l’associazione dei piccoli contadini giudicano positivamente la misura ma sottolineano l’importanza di una maggiore trasparenza nel settore dell’importazione di carne.
Intanto però i timori legati alla malattia della mucca pazza continuano a serpeggiare fra i consumatori: i prezzi del manzo hanno così proseguito l’andamento al ribasso anche in novembre. Il calo è stato più contenuto per la carne bio. Parallelamente sono aumentate del 20 per cento le vendite di carne di maiale e di volatili rispetto allo stesso mese nel 1999.
Il crollo dei prezzi degli animali da macello è in parte dovuto anche a una crescita stagionale dell’offerta, osserva l’Ufficio federale di veterinaria nel suo bollettino.
swissinfo e agenzie
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