Niente aiuti statali per il paziente Swissair
La Confederazione esclude, almeno per ora, qualsiasi sostegno finanziario alla compagnia aerea, precipitata in una profonda crisi. Secondo il ministro dell'economia Pascal Couchepin, il Consiglio federale potrebbe ripensarci nel caso di un ulteriore sconvolgimento dei trasporti aerei e di un aiuto del governo americano alle proprie compagnie. Il titolo Swissair continua intanto a perdere quota.
Il Dipartimento federale dell’economia (DFE) ha messo i puntini sulle «i» dopo le dichiarazioni formulate dal ministro Pascal Couchepin e riportate martedì dal quotidiano Blick. Per Couchepin, «salvo sconvolgimento maggiore delle condizioni quadro del trasporto aereo, non è il caso di sovvenzionare Swissair», ha precisato Robin Tickle, capo dell’informazione del DFE. Il Consiglio federale non ha dunque cambiato posizione e per il momento non c’è
alcun aiuto a Swissair all’ordine del giorno, ha aggiunto Tickle.
Lo sconvolgimento delle condizioni quadro evocato potrebbero essere, per esempio, aiuti massicci concessi alle compagnie aeree da altri paesi. Tutto potrebbe avvenire molto rapidamente: a Washington, la Camera dei rappresentanti ha in esame una proposta d’aiuto federale di 15 miliardi di dollari (24,4 miliardi di franchi), di cui 2,5 miliardi in contanti e 12,5 miliardi in prestiti, garanzie di credito e sgravi fiscali.
«Se gli USA, come primo paese, sostengono ufficialmente le loro imprese, non possiamo rimanere con le mani in mano e non fare nulla», afferma Couchepin citato dal Blick. E prosegue: «Non possiamo essere più santi del santo paese della libera economia». Una dichiarazione che lascia aperta la porta, a breve o medio termine, a un riesame della posizione del governo elvetico.
Sempre secondo il «Blick» anche il presidente del consiglio d’amministrazione di Swissair Group Mario Corti esclude per il momento un aiuto federale. «Non andiamo in fallimento», ha detto il suo portavoce al quotidiano zurighese.
Già molto fragile prime dell’attacco terroristico dell’11 settembre su New York e Washington, Swissair Group, con una perdita semestrale di 234 milioni di franchi, un debito di 15 miliardi e fondi propri di 555 milioni di franchi, si trova in una situazione finanziaria assai tesa e potrebbe essere indotto ad accelerare le ristrutturazioni.
Il gruppo ha già annunciato a fine agosto la soppressione di 1200 dei suoi 72’000 impieghi. Swissport (assistenza a terra) e la catena di duty-free Nuance saranno venduti. Le due filiali danno lavoro a 19’500 persone. Altre misure potrebbero seguire.
La crisi va tuttavia oltre il solo Swissair Group, la cui azione ha perso in borsa il 16,7 % ieri e il 40 % in una settimana. «Secondo le società specializzate nella prenotazione, come Amadeus, si sta assistendo a una riduzione dei due terzi nelle prenotazioni concernenti l’Atlantico del Nord», rileva Pierre Condom, direttore della rivista specializzata «Interavia».
Le conseguenze pratiche sono già tangibili. La compagnia americana Midway ha depositato il bilancio, lasciando senza lavoro 1700 dipendenti. United Airlines e American Airlines hanno annunciato una diminuzione dei voli rispettivamente del 14 e del 20 per cento, mentre Continental Airlines ha messo in disoccupazione tecnica 12’000 dei suoi oltre 50’000 dipendenti. Ultima in ordine di tempo, USAirways ha annunciato di voler sopprimere 11’000 impieghi, ossia il 10 per cento degli effettivi, e ridurre i voli del 23 per cento.
Secondo Michael Wascom, portavoce della Air Transport Association americana, alle compagnie aeree USA non bastano 15 miliardi di dollari di aiuti statali. Ne vorrebbero 24: cinque miliardi di aiuto diretto, 7,8 di sgravi fiscali, 11,2 di crediti. Le compagnie statunitensi temono che l’attacco terroristico dell’11 settembre possa avere per conseguenza il licenziamento di 100’000 persone.
In Europa, non si parla ancora di licenziamenti in massa, ma le azioni delle compagnie sono crollate in borsa. Condom ritiene nondimeno che si debba un poco sdrammatizzare. «La maggior parte delle compagnie escono da diversi anni di vacche grasse. Hanno la possibilità di superare la crisi, tanto più che i poteri pubblici le aiuteranno, sulla scia degli Stati Uniti», rileva lo specialista, dando per scontato un aiuto pubblico in Europa.
Il ministro dei trasporti francese Jean-Claude Gayssot ha già dato il «la», affermando oggi di voler «intervenire a livello europeo affinché anche noi possiamo prendere, se necessario, disposizioni».
swissinfo e agenzie
Prosegue la caduta delle azioni Swissair
Il gruppo Swissair ha vissuto anche martedì ore difficili in borsa. Dopo una progressione spettacolare nella prima ora, il titolo della compagnia aerea ha registrato pesanti perdite nel corso della giornata, riuscendo comunque a contenere i danni in chiusura, con un meno 3,59 percento. L’azione si situa ormai al di sotto di 50 franchi.
Già lunedì, gli azionisti di Swissair avevano dovuto assistere ad un drammatico cedimento, con il titolo in caduta libera per tutta la giornata, conclusasi con un perdita di oltre il 16 percento.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.