Skyguide spera di uscire dalle turbolenze
Dopo i problemi, l'attesa per i risultati finanziari del 2005: la società nazionale di controllo aereo Skyguide è di nuovo sotto i riflettori.
Fondata nel 2001, Skyguide è già passata attraverso un crash aereo e l’assassinio di un controllore di volo. Il tutto condito da interrogativi sulla sicurezza e dall’ordine di risparmiare.
Nel marzo di quest’anno, Skyguide è stata confrontata con un’altra cattiva notizia: il nuovo centro operativo di Ginevra, destinato a gestire il segmento dello spazio aereo europeo d’alta quota assegnato alla Svizzera, non ha ottenuto l’approvazione del governo.
I 44 collaboratori già trasferitisi a Ginevra sono stati fatti ritornare a Zurigo a spese dell’azienda e l’apertura del centro è stata rinviata a tempo indeterminato.
Inoltre, ad inizio di aprile, l’Ufficio d’inchiesta sugli incidenti aerei ha criticato pesantemente Skyguide per il blackout informatico che nel 2003 aveva paralizzato per 20 minuti il centro di controllo di Zurigo.
Ripresa?
Mercoledì Skyguide presenta i risultati finanziari del 2005. Riusciranno a rasserenare un po’ l’oscuro orizzonte della società di controllo aereo?
Grazie ad un sostanziale aumento del traffico aereo, nel 2004 le entrate erano aumentate del 6,4% attestandosi a 365,39 milioni di franchi. Gli utili netti, però, erano scesi dai 14,76 milioni del 2003 a 11,22 milioni a causa di ammortamenti non previsti.
Sul bilancio del 2005 pesa l’ordine del governo di risparmiare 15 milioni di franchi entro la fine del 2007. Con la pubblicazione dei risultati dovrebbe essere fatta un po’ di luce sulla strategia che Skyguide intende seguire per approntare questi tagli. In un primo tempo, la società aveva detto di pensare alla soppressione di posti di lavoro e all’abbandono di alcuni progetti.
Fusione pionieristica
Quando è nata, nel 2001, Skyguide è stata accolta entusiasticamente come il frutto di una pionieristica fusione tra controllo aereo civile e militare.
Ma un evento drammatico ha sconvolto Skyguide il primo luglio 2001, quando un aereo russo si è scontrato con un cargo nello spazio aereo controllato dagli svizzeri. Nel crash di Überlingen (Germania) hanno perso la vita 71 persone, per la maggior parte bambini in vacanza.
In seguito Skyguide ha ammesso di essere almeno in parte responsabile dell’incidente, ma ciò non ha evitato un’altra tragedia. Nel febbraio del 2004, il controllore di volo in servizio la sera del crash viene pugnalato a morte sulla porta di casa, vicino a Zurigo. L’autore del gesto è un cittadino russo che a Überlingen ha perso la moglie e due figli. La giustizia elvetica lo condanna a 8 anni di carcere.
Il comportamento di Skyguide nei confronti dei parenti delle vittime è stato spesso criticato. Nel frattempo si è giunti ad un accordo per un indennizzo che va dai 100’000 ai 150’000 dollari per vittima.
Un rapporto indipendente sul crash di Überlingen e su una serie di altri incidenti – per i quali Skyguide non è ritenuta responsabile – giunge alla conclusione che la sicurezza aerea in Svizzera è diminuita.
Skyguide ha dovuto affrontare altri problemi in seguito alle divergenze tra Svizzera e Germania che nel 2003 non sono riuscite a trovare una soluzione al problema delle rotte d’avvicinamento all’aeroporto di Zurigo.
Per evitare l’inquinamento acustico dovuto agli aerei, la Germania ha posto delle restrizioni, soprattutto ai voli notturni. Per affrontare la nuova situazione, nel 2005 Skyguide è stata costretta ad investire 32’000 ore di lavoro.
swissinfo, Matthew Allen
(traduzione, Doris Lucini)
11,22 milioni di franchi: utili netti di Skyguide nel 2004 (2003: 14,76 milioni)
365,39 milioni: cifra d’affari (2003: 343,26)
1’104’716 voli sorvegliati (+2,5% rispetto al 2003)
1326 posti di lavoro a tempo pieno
Nel 1931 le autorità svizzere incaricano Radio Schweiz AG di controllare lo spazio aereo. Nel 1988, Radio Schweiz prende il nome di Swisscontrol.
La società viene ribattezzata Skyguide nel 2001, quando il controllo aereo civile e quello militare vengono riuniti sotto lo stesso tetto.
Skyguide appartiene per più del 99% alla Confederazione. È organizzata secondo il modello no profit e si autofinanzia attraverso i contributi versati dai beneficiari dei suoi servizi.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.