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Finita l'età dell'oro dei telefonini

Le nuove speranze della telefonia mobile sono riposte nel serivzio MMS che permetterà la trasmissione di immagini

(Keystone)

Il mercato della telefonia mobile è entrato in una fase di rallentamento: nei prossimi anni la crescita non dovrebbe superare il 5 %

L'età dell'oro della telefonia mobile è finita, stando all'istituto di ricerche basilese Prognos che ha pubblicato martedì uno studio su questo settore. In futuro soltanto i servizi di comunicazione non vocale (SMS, chat, giochi) promettono una crescita sostanziale.

Nel 2001, il settore della telefonia mobile ha registrato un aumento delle vendite del 15 per cento in Svizzera, un tasso nettamente inferiore all'anno precedente. E il rallentamento dovrebbe proseguire, seguendo una tendenza che è già nettissima in Germania.

L'istituto prevede entro il 2006 una crescita del settore del 5 per cento in Svizzera, del 7 per cento in Germania e del 4 per cento in Austria. «I tassi di progressione a due cifre appartengono definitivamente al passato», rilevano gli esperti basilesi.

L'avvento degli MMS

Nei tre paesi studiati, buone prospettive si offrono agli operatori nella messaggeria non vocale, in particolare con l'arrivo dell'MMS (Multimedia Messaging Service, trasmissione d'immagini, grafici e audio via telefonino sul modello degli SMS), ma anche con i servizi informativi, lo scaricamento di giochi o il chat.

Nel 2006, prevede lo studio, oltre un quinto (21 per cento) del volume d'affari totale del settore sarà generato dai servizi non vocali. La nuova norma UMTS (Universal Mobile Telecom System, telefonia mobile della terza generazione), che arriverà sul mercato nel 2003, accederà allo status di standard solo dopo il 2005. La clientela d'affari sarà la prima destinataria.

Prognos constata pure un'evoluzione delle strutture del mercato. A fianco degli operatori della rete, il settore sarà occupato in futuro da una serie di fornitori di prestazioni e di contenuto. Questa coabitazione sarà fonte d'innovazione, ma anche di conflitti. L'istituto renano auspica lo sviluppo di modelli di coesistenza combinanti collaborazione e concorrenza

swissinfo e agenzie


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