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Francia: altra notte di disordini, oltre 1’300 fermi

Le violenze hanno avuto un'intensità molto minore nella quarta notte di disordini in Francia. Nella foto danneggiamenti a Marseille. Keystone/EPA/SEBASTIEN NOGIER sda-ats

(Keystone-ATS) Ancora una notte di disordini in Francia dopo la morte del 17enne Nahel, ucciso da un poliziotto a Nanterre durante un controllo di routine che il ragazzo avrebbe cercato di evitare. I fermi sono stati oltre 1’300, ha reso noto stamani il ministero dell’interno.

Più precisamente, nella quarta notte di disordini le forze dell’ordine hanno compiuto 1’311 fermi, di cui 406 a Parigi e nella vicina banlieue.

Sempre secondo il ministero dell’interno sono 1’350 le auto e i veicoli bruciati; inoltre sono stati incendiati o danneggiati 234 edifici e si sono registrati 2’560 incendi sulle strade, molti meno dei 3’880 della notte precedente.

Le notizie diffuse dal ministero e riportate da Bfm Tv parlano anche di 31 commissariati, 16 uffici di polizia municipale e 11 caserme della gendarmeria presi di mira. Gli agenti rimasti feriti sono almeno 79.

Di fronte ai gravi scontri di ieri sera, con l’assalto a un’armeria, il sindaco di Marsiglia Benoit Payan aveva chiesto “l’invio immediato di altre forze per il mantenimento dell’ordine” per arginare la violenza dei saccheggi e dei danneggiamenti. Almeno un centinaio gli arresti nella città del sud del paese.

Uomini del Raid sono stati schierati anche a Lille, nel nord, dopo violenti disordini, mentre la situazione era tesa a Lione, dove si sono registrati scontri tra la polizia e giovani nella periferia della città, a Vénissieux e a Villeurbanne. Almeno una trentina i fermi. Saccheggi sono stati segnalati nel centro di Grenoble e di Saint-Etienne. A Nanterre, dopo mezzanotte razzi pirotecnici sono stati lanciati contro la polizia che ha risposto con lacrimogeni.

Il ministro dell’interno Gérald Darmanin è stato nella notte a Mantes-la-Jolie, nella banlieue parigina, teatro di violenti scontri la notte precedente (era stato dato fuoco al Municipio). “È la Repubblica che vincerà”, ha detto Darmanin aggiungendo che “non confondo le poche migliaia di delinquenti con la stragrande maggioranza dei nostri connazionali che vivono nei quartieri popolari”. Il ministro ha riferito di violenze di “intensità molto minore” questa notte, in particolare nell’Ile-de-France.

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