Giappone, nascite ai minimi storici nel 2025, in calo del 2,1%
Per il decimo anno consecutivo il Giappone registra il minimo storico delle nascite, confermando un declino demografico che procede a ritmo più rapido rispetto alle stime ufficiali, e che rappresenta una delle principali sfide strutturali per il Paese.
(Keystone-ATS) Secondo i dati preliminari diffusi dal ministero della Salute, nel corso dell’anno sono nati 705.800 bambini, il livello più basso dall’inizio delle rilevazioni statistiche, avviate nel 1899. Il dato, che include anche i residenti stranieri, segna una flessione del 2,1% rispetto al 2024.
La contrazione delle nascite, alimentata dal rapido invecchiamento della popolazione e dalle crescenti difficoltà economiche legate all’inflazione, non mostra segnali di arresto, mentre la “flessione naturale” della popolazione – la differenza tra decessi e nascite – raggiunge il record assoluto di 899.845 unità.
Gli analisti attribuiscono il fenomeno a una combinazione di fattori economici e sociali: da un lato l’erosione del potere d’acquisto incide sulle scelte familiari; dall’altro, si consolida un cambiamento nelle priorità individuali: cresce il numero di persone che posticipano matrimonio e genitorialità oppure scelgono di non avere figli.
L’anticipo del trend negativo rispetto alle proiezioni ufficiali è significativo: l’Istituto nazionale di ricerca sulla popolazione stimava che la soglia delle 710.000 nascite non sarebbe stata sfiorata prima del 2042. Il dato reale ha quindi anticipato i tempi di quasi vent’anni, confermando l’urgenza di fronteggiare la crisi demografica senza precedenti in atto nel Paese.