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Cosa ci si può attendere dai negoziati di Ginevra tra Russia, Ucraina e Stati Uniti

Negoziati USA-Ucraina, novembre 2025
Il 23 novembre, delegazioni statunitensi e ucraine si sono incontrate presso la missione diplomatica degli Stati Uniti presso l'ONU a Ginevra per discutere il piano di pace in 28 punti di Donald Trump. Keystone / Martial Trezzini

Rappresentanti di Russia, Ucraina e Stati Uniti sono a Ginevra martedì e mercoledì per negoziare la pace in Ucraina. Se da un lato si tratta di un bel colpo per la diplomazia svizzera, dall'altro le possibilità di risolvere il conflitto sono minime. Facciamo il punto.

In quale contesto si svolgono questi colloqui?

Per la prima volta in quasi quattro anni di guerra, Ginevra ospita martedì e mercoledì negoziati di pace diretti tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Questi colloqui tripartiti s’inseriscono nella continuità delle due tornate negoziali precedenti che si sono tenute in gennaio e a inizio febbraio ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

Lunedì, Mosca e Kiev hanno espresso le loro aspettative riguardo all’incontro. Da parte russa, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha indicato all’agenzia di Stato TASS che l’argomento principale saranno “i territori” annessi dalla Russia, che Mosca controlla parzialmente.

Dopo la Crimea nel 2014, nel 2022 la Russia ha annesso altre quattro regioni ucraine: Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, situate nell’est e nel sud del Paese. Oggi Mosca controlla circa il 20% del territorio ucraino.

Il servizio del TG 12.30 della RSI del 17 febbraio 2026:

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Da parte ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito sul social network Telegram Collegamento esternola sua volontà di ottenere garanzie di sicurezza “chiare” da parte degli Stati Uniti e dei Paesi europei. Secondo il capo di Stato ucraino, questo punto dev’essere negoziato prima di entrare nel merito di possibili concessioni territoriali.

Il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia e l’eventuale invio di truppe occidentali in Ucraina in caso di cessate il fuoco completano l’elenco degli argomenti più delicati. Le due tornate precedenti non hanno portato ad alcuna svolta diplomatica, ma hanno permesso degli scambi di prigionieri.

Chi partecipa ai negoziati?

Come negli incontri precedenti, la delegazione proveniente da Washington – che funge da mediatrice – sarà guidata da Steve Witkoff, un promotore immobiliare diventato inviato speciale del presidente per i negoziati di pace, accompagnato da Jared Kushner, genero di Donald Trump.

L’Ucraina invierà nuovamente Rustem Umjerov, capo del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale. Dal canto suo, la Russia ha annunciato l’invio di Vladimir Medinski, un consigliere del Cremlino che è stato il capo negoziatore durante i primissimi colloqui tra Kiev e Mosca, nel marzo 2022 a Istanbul, in Turchia.

L’annuncio del ritorno di questo ideologo russo è stato accolto piuttosto freddamente da Kiev, che, al momento della sua sostituzione con il capo dell’intelligence militare russa, Igor Kostyukov, aveva parlato di “un cambiamento qualitativo” e della fine degli “pseudo-corsi di storia”.

Questo cambiamento nella composizione della delegazione russa non deve tuttavia essere sovrainterpretato, ritiene Vassily Klimentov, ricercatore associato al Geneva Graduate Institute. “Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, è Vladimir Putin che decide”, sottolinea questo specialista della Russia.

Le tre delegazioni s’incontrano all’Hotel Intercontinental di Ginevra, a due passi dalla sede dell’ONU e dalle missioni diplomatiche russa e statunitense. I grandi assenti dei prossimi due giorni sono i Paesi europei, che non partecipano ai negoziati.

Cosa aspettarsi concretamente da questi colloqui?

A quasi quattro anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina e a più di un anno dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, che ha fatto della risoluzione di questo conflitto una promessa elettorale, bisogna constatare che la pace sembra ancora lontana.
“Durante i colloqui precedenti, statunitensi, ucraini e persino i russi hanno parlato di progressi e di discussioni costruttive. Ma sui grandi scogli che sono al centro di questi negoziati, ossia i territori e le garanzie di sicurezza, non è cambiato nulla di sostanziale”, stima Vassily Klimentov.

Secondo il ricercatore, la pressione è soprattutto sull’Ucraina, in difficoltà sul piano militare e confrontata con le incertezze sul futuro sostegno dei Paesi occidentali, soprattutto di fronte a un presidente statunitense che ha fretta di ottenere risultati. La Russia, dal canto suo, ritiene che il tempo giochi a suo favore e che siano ancora possibili guadagni sul campo, aggiunge.

In questo contesto, Vassily Klimentov ritiene improbabile una svolta a Ginevra, fosse anche solo per un cessate il fuoco. Secondo lui, il numero di vittime civili ucraine dimostra che la Russia non teme le pressioni della nuova amministrazione statunitense. L’ONG Action on Armed ViolenceCollegamento esterno ha rivelato lunedì che nel 2025 il loro numero è aumentato del 26%, raggiungendo quota 2’248 persone uccise e 12’493 ferite in Ucraina.

Quale segnale per Ginevra?

Questi negoziati segnano tuttavia il grande ritorno di Ginevra sulla scena internazionale nel contesto della guerra in Ucraina. La città sulle rive del Lemano, che aveva brillato nel 2021 organizzando un vertice tra Joe Biden e Vladimir Putin, era stata messa in ombra da Istanbul e Abu Dhabi, poiché la Russia sosteneva che non fosse più un “luogo d’incontro neutrale” dopo l’adozione da parte di Berna di sanzioni contro Mosca.

Il recente viaggio a Kiev e a Mosca del ministro degli Esteri svizzero, che quest’anno presiede l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), sembra quindi aver dato i suoi frutti. Intervistato venerdì dalla RTS Collegamento esternoa margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Ignazio Cassis ha condiviso la “sua soddisfazione”, ritenendo che valesse la pena “osare bussare alla porta di Mosca” per ristabilire il dialogo.

La Svizzera ha inoltre organizzato due conferenze sulla ricostruzione e la pace ucraine, ma la Russia non è stata invitata. A novembre, Ginevra aveva ospitato negoziati separati tra europei e ucraini e tra statunitensi e ucraini. Tali colloqui vertevano sul piano di pace in 28 punti di Donald Trump, giudicato dalla critica particolarmente favorevole alla Russia.

Da segnalare inoltre che martedì, sempre a Ginevra, si terranno dei negoziati sul nucleare iraniano tra Teheran e Washington, con la mediazione dell’Oman. Giunto lunedì, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi vi ha già incontrato Rafael Grossi, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Testo riletto e verificato da Virginie Mangin/sj

Tradotto con il supporto dell’IA/mrj

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