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GR: catastrofi naturali, Governo contrario a nuove leggi

Keystone-SDA

Per affrontare le sfide legate agli eventi naturali si dovrebbe adottare una regolamentazione che sia sempre valida, invece di crearne di nuove, caso per caso. È la posizione del Governo grigionese in risposta alla consultazione sull'aiuto federale straordinario ai Comuni colpiti dalle alluvioni nell'estate del 2024.

(Keystone-ATS) “Il Governo grigionese ringrazia il Consiglio federale per aver dato un segnale di solidarietà alle regioni colpite”, ha detto oggi la Consigliera di Stato Carmelia Maissen (Centro). Il sostegno finanziario previsto ammonta a 17 milioni di franchi: dieci sono destinati a Cevio e Lavizzara, due a Lostallo e Soazza e uno ai quattro comuni vallesani. Quattro milioni sono contabilizzati come “riserva”.

La nuova regolamentazione copre le misure immediate e gli interventi necessari a mettere in sicurezza l’infrastruttura pubblica, con l’obiettivo di ripristinare la situazione precedente al maltempo. Restano esclusi dal sostegno i progetti successivi, come la realizzazione di nuove opere di protezione

Sostenere gli strumenti esistenti

Nella sua presa di posizione l’esecutivo cantonale sottolinea che per far fronte alle sfide legate a eventi naturali – destinate ad aumentare in futuro – è necessario trovare una soluzione unica. La Legge sui danni del maltempo 2024 è stata infatti creata ad hoc dopo le alluvioni che hanno colpito i Grigioni, il Ticino, l’Oberland bernese e il Vallese. Con questa procedura c’è il rischio che si creino disparità di trattamento, secondo la Consigliera di Stato.

Ma quale via propone dunque il Governo grigionese? “Si dovrebbero sostenere gli strumenti esistenti che, dal punto di vista del Cantone, si sono dimostrati molto validi negli ultimi anni”, ha continuato Maissen.

La consultazione al nuovo disegno di legge terminerà giovedì. Le nuove norme resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2031. Le richieste di sostegno dovranno essere presentate all’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) entro il 31 dicembre 2030.

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