GR: discarica Mota di Miralago, apertura possibile già dall’autunno
La Regione Bernina è pronta a dare il via libera per risolvere l'emergenza inerti in Valposchiavo. Il podestà di Poschiavo (GR) e il sindaco di Brusio confermano l'ipotesi di anticipare l'entrata in servizio della nuova deponia.
(Keystone-ATS) La crisi dello smaltimento dei materiali inerti in Valposchiavo potrebbe trovare una soluzione molto più rapida del previsto. La discarica regionale della Mota di Miralago, la cui entrata in servizio era originariamente fissata per il 2028, potrebbe essere operativa già da questo autunno o, al più tardi, nella primavera del 2027. A lanciare questa ipotesi è il podestà di Poschiavo, Giovanni Jochum, interpellato da Keystone-ATS per fare il punto sulla saturazione dell’attuale sito di Pozzolascio lungo il Passo del Bernina.
La notizia arriva in un momento di forte tensione per la gestione degli scavi. Come ricordato nelle settimane scorse, lo spazio a Pozzolascio è ormai al limite: rimangono disponibili circa 1’000 metri cubi, sufficienti solo per il fabbisogno locale e privato. Per i grandi cantieri cantonali e ferroviari è scattato il blocco di conferimento, lasciando le ditte con migliaia di metri cubi di materiale da smaltire senza una destinazione immediata.
L’accelerazione procedurale
A confermare la fattibilità tecnica e amministrativa di questa accelerazione è Davide Migliacci, sindaco di Brusio e presidente della Conferenza dei Sindaci della Regione Bernina. Interpellato da Keystone-ATS, Migliacci ha spiegato che la società concessionaria, Mota di Miralago SA, ha presentato formale domanda per accorciare i tempi di entrata in servizio.
La palla passa ora agli enti competenti per le approvazioni finali. “La Regione Bernina dovrà dare l’ok, poi la decisione spetterà al Comune di Brusio”, ha dettagliato Migliacci. Sul fronte cantonale, la strada sembra già spianata: il Cantone dei Grigioni avrebbe già espresso il proprio assenso di principio, riconoscendo la criticità della situazione attuale e la necessità di evitare il trasporto degli inerti verso discariche distanti, come quella di S-chanf in Alta Engadina, opzione giudicata insostenibile per impatto ambientale e viabilistico.
Un segnale di coesione regionale
Il possibile anticipo dell’apertura viene letto dalle autorità locali come un successo della collaborazione istituzionale. Il sindaco di Brusio ha voluto sottolineare l’aspetto cooperativo: “Questa vicenda dimostra che anche Brusio è disponibile a fare un lavoro di squadra e a farlo funzionare, quando si tratta del bene comune per la Valposchiavo”.
In attesa dei via libera definitivi che potrebbero consentire l’uso dell’impianto già nei prossimi mesi, le autorità invitano alla prudenza e all’autonomia. Per i grossi progetti attualmente attivi o in fase di avvio nel Comune di Poschiavo, le ditte appaltatrici sono state invitate a provvedere autonomamente allo smaltimento dei rifiuti, cercando soluzioni alternative fuori valle o organizzando logistiche proprie, dato che la deponia di Pozzolascio non può più assorbire i volumi dei grandi cantieri infrastrutturali.
Marco Travaglia, Keystone-ATS