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GR: la lotta alla violenza domestica approda in Gran Consiglio

Keystone-SDA

Al centro della sessione autunnale del Gran Consiglio grigionese, che parte oggi pomeriggio, c'è la nuova Legge cantonale contro la violenza domestica. La norma mira a contrastare la violenza fisica, psichica, sessuale ed economica nei Grigioni. Keystone-ATS ha riassunto i temi principali della sessione.

Legge contro la violenza domestica

(Keystone-ATS) Con la nuova legge contro la violenza domestica, il Canton Grigioni intende rafforzare la collaborazione tra i diversi enti pubblici e le organizzazioni private. L’obiettivo è ridurre le conseguenze della violenza domestica e di quella di genere.

È inoltre prevista la creazione di una raccolta cantonale di dati, che permetta di individuare tempestivamente gli sviluppi del fenomeno e di definire misure adeguate alle esigenze. I dati rimarrebbero anonimi. Sarebbe tuttavia possibile analizzare chi sono le vittime di violenza, chi sono gli autori e quali fasce sociali sono maggiormente colpite.

Nel 2025, nei Grigioni sono stati registrati 260 reati legati alla violenza domestica. L’anno precedente, il Servizio cantonale di aiuto alle vittime aveva assistito 393 vittime.

Criminalità organizzata

I deputati si occuperanno anche di una mozione della granconsigliera Sandra Maissen (Centro), sottoscritta da deputati sia di destra che di sinistra, con diverse richieste per contrastare la criminalità organizzata.

La parlamentare di Coira ha chiesto che, prima di rilasciare o rinnovare un permesso di soggiorno, il Governo verifichi in modo sistematico se in altri Cantoni siano in corso procedure di diritto in materia di stranieri, siano stati negati permessi oppure siano emersi elementi rilevanti per la sicurezza. Inoltre, vuole che per le domande di permesso di soggiorno venga richiesto, nei limiti concessi dal diritto, anche un estratto del casellario giudiziale. Attualmente, questa pratica è in vigore nella Regione Moesa nel quadro di un progetto pilota che durerà fino alla fine di quest’anno.

Maissen chiede inoltre che i Grigioni introducano un sistema di controllo per le società di domicilio (che hanno la propria sede legale nel cantone ma non vi esercitano alcuna attività operativa o commerciale significativa) e per quelle che presentano un rischio elevato di riciclaggio di denaro o di coinvolgimento nella criminalità organizzata. Propone infine di valutare la creazione di un servizio centrale per la segnalazione di situazioni sospette.

Tunnel della Vereina

Nel menu del parlamento anche una mozione dell’ex granconsigliere liberale Rico Kienz nella quale si chiede che agli abitanti della Bassa Engadina e della Val Monastero venga offerto uno sconto per i biglietti per l’utilizzo del tunnel della Vereina, simili a quanto già succede per i biglietti elettronici. I costi risultanti dovranno essere assunti dal Cantone ed essere addebitati sul conto stradale per i risparmi risultanti dalla mancata apertura invernale del Passo del Flüela. La richiesta è stata sottoscritta da oltre una quarantina di granconsiglieri provenienti da diversi partiti.

Il Governo però è contrario alla richiesta. Dato che vengono contemplati solo gli abitanti della regione a sud del tunnel – e non ad esempio chi vive in Prettigovia – secondo l’esecutivo cantonale è probabile che si vada contro al divieto di discriminazione sancito dal diritto federale.

Definizione delle priorità nei compiti cantonali

L’ex granconsigliere Oliver Hohl (PLR) chiedeva, pure attraverso una mozione, che il Cantone presenti un rapporto sulle possibilità di ridurre il fabbisogno di personale, ricorrendo all’automazione, alla semplificazione delle procedure, alla digitalizzazione o alla rinuncia a determinate prestazioni.

Stilando un rapporto da consegnare al Gran Consiglio, dovrebbero essere chiariti quali siano i compiti fondamentali e imprescindibili del Cantone e quali, invece, non lo siano.

Alla base di questa richiesta vi è il rischio di una futura carenza di manodopera. “L’obiettivo dell’incarico non è pertanto quello di procedere a una riduzione generalizzata delle prestazioni, bensì di creare una base strategica che consenta al Cantone di continuare a svolgere in modo affidabile i propri compiti centrali anche in presenza di risorse di personale sempre più limitate”.

Giochi olimpici

A inizio ottobre il Consiglio nazionale ha approvato un contributo federale fino a 200 milioni di franchi per i Giochi olimpici e paralimpici del 2038 in Svizzera. Ha invece respinto la proposta di sottoporre la questione a una votazione nazionale.

Anche nel parlamento grigionese si discute ora di questo grande evento. Durante l’ora delle domande, la granconsigliera socialista Julia Müller vuole sapere se un eventuale contributo finanziario del Cantone sarà sottoposto al voto popolare.

La questione assume particolare rilevanza alla luce del fatto che la popolazione grigionese si è già espressa due volte contro i progetti olimpici, nel 2013 e nel 2017.

Armi

A seguito della recente tragedia avvenuta ad Aarau, dove un uomo ha sparato contro alcune persone durante un evento, uccidendo una donna e ferendo diverse altre persone, il granconsigliere socialista Davide Vassella vuole sapere, durante l’ora delle domande, quale è la situazione relativa alle armi nei Grigioni.

Chiede inoltre quali controlli vengano effettuati prima del rilascio di un’autorizzazione per un’arma e quali vengano eseguiti successivamente.

Protezione dei minori

Con un’interpellanza la granconsigliera socialista Erika Cahenzli-Philipp vuole approfondire l’evoluzione delle segnalazioni relative a possibili situazioni di rischio per i minori negli ultimi dieci anni.

Il Governo ha già fornito una risposta: dal 2021 si registra un netto aumento. Nel 2021 sono state ricevute complessivamente 339 segnalazioni di rischio, mentre nel 2025 il numero è salito a 523. Si tratta di un incremento del 54%.

Le risorse di personale dell’Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) dei Grigioni stanno diventando sempre più limitate.

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