GR: Repower inaugura Multiflex, batteria che conserva l’energia
Repower ha inaugurato oggi una batteria d'accumulo vicino alla centrale di Robbia in Valposchiavo. Il nuovo impianto da sei milioni di franchi garantirà una rete elettrica più stabile e possibilità di ricavi grazie al trading energetico.
(Keystone-ATS) A prima vista sembrano tre container, forse soltanto un po’ più grandi di quelli utilizzati in tutto il mondo per il trasporto delle merci. In realtà è una grande batteria, che può accumulare fino a 14,4 megawattora. Con una sola ricarica, può immagazzinare la produzione giornaliera media di circa 1’000 impianti fotovoltaici.
La struttura, risultato del progetto denominato Multiflex, consente di conservare l’energia prodotta in esubero dagli impianti fotovoltaici che altrimenti andrebbe dispersa. Non solo, ma permette all’azienda di ottenere degli interessanti ricavi grazie all’acquisto di energia dai fornitori internazionali che ne hanno in eccedenza, quindi a basso a prezzo, per poterla conservare e rivendere poi a un prezzo maggiore nei momenti in cui la richiesta è più alta e, di conseguenza, il costo aumenta.
Un progetto in Svizzera e uno in Piemonte
Si parla a questo proposito di trading energetico, che Repower pratica in tempo reale grazie a un sofisticato sistema automatizzato. Ecco perché, tra gli altri, era presente alla centrale di Robbia anche Dario Castagnoli, membro della direzione e responsabile trading di Repower. “Negli ultimi anni la transizione energetica in Europa ha portato a un notevole sviluppo di tecnologie come il solare e il fotovoltaico che se da un lato hanno il merito di ridurre le emissioni, dall’altro hanno anche il problema dell’instabilità della produzione – ha spiegato il dirigente -. Grazie alle batterie, adesso è possibile cedere l’energia in surplus e richiederne quando invece il sistema ne ha bisogno. Diciamo quindi che sono la variabile che prima mancava per completare il processo di transizione”.
Repower è attiva in questo senso con il progetto Multiflex in Svizzera e con un altro progetto in Italia, in Piemonte. Per il momento l’investimento ammonta a sei milioni di franchi, “non molto per per progetti di questo tipo, perché lo consideriamo quasi un progetto pilota”, ha continuato Castagnoli. “Se, però, nei prossimi mesi avremo la conferma che i ricavi sono quelli che ci aspettiamo, siamo pronti a raddoppiare il volume dell’impianto, oltre che a valutare la possibilità di realizzare altri impianti in Svizzera. In linea di massima, contiamo di avere un ritorno dell’investimento entro i prossimi dieci anni, tempi non molto lunghi per attività di questo tipo”.
Evitare blackout da sovraccarico
L’ulteriore beneficio dell’impianto è quello di poter garantire una maggiore stabilità della rete elettrica. “Blackout da sovraccarico come quelli verificatisi in Spagna e Portogallo nell’aprile dell’anno scorso, con impianti come questo in funzione, è molto più difficile che si verifichino”, ha spiegato Castagnoli.