GR: sessione, domande su casellari giudiziari e mafia
I Grigioni richiedono sistematicamente un estratto del casellario giudiziario per il rilascio dei permessi di soggiorno solo nella regione Moesa. Durante l'ora delle domande nella sessione del Gran Consiglio retico, un parlamentare mesolcinese ha quindi espresso il timore che i criminali possano spostarsi in altre regioni. Il consigliere di Stato Peter Peyer (PS), competente in materia, ha fatto riferimento alle possibilità giuridiche disponibili.
(Keystone-ATS) A causa della situazione legata alla mafia in Mesolcina, i Grigioni richiedono, per il momento a titolo di progetto pilota e fino a fine anno, la presentazione obbligatoria di un estratto del casellario giudiziario per il rilascio dei permessi di soggiorno.
Una misura ritenuta necessaria dal granconsigliere mesolcinese Romano Losa (UDC), che oggi durante l’ora delle domande ha chiesto al Governo grigionese perché ciò venga richiesto solo nella regione Moesa, “sebbene il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa e delle società bucalettere sia presente anche nel resto del Cantone”. Losa teme che la normativa possa essere facilmente aggirata, “richiedendo le relative autorizzazioni al di fuori della regione Moesa”.
La richiesta sistematica di un estratto del casellario giudiziario nell’ambito della procedura di autorizzazione è, in linea di principio, in contrasto con l’accordo sulla libera circolazione delle persone, ha risposto il consigliere di Stato Peyer. Motivo per cui la Confederazione, e in particolare la Segreteria di Stato della migrazione, aveva già ammonito i Grigioni.
Un estratto del casellario giudiziario può quindi essere richiesto solo “se sussistono indizi concreti di un pericolo attuale e grave per l’ordine pubblico”, ha proseguito Peyer. Sulla base delle segnalazioni delle autorità locali, la situazione nella regione Moesa è stata valutata di conseguenza.
Punto della situazione a fine anno
La fase sperimentale, prevista fino alla fine dell’anno, dovrebbe quindi fornire innanzitutto indicazioni sul reale valore aggiunto della misura, sulla sua efficacia e sulle relative ripercussioni sul personale. “Le esperienze acquisite costituiranno la base per valutare come procedere e per decidere in merito a un’eventuale prosecuzione o adeguamento della misura”, ha affermato Peyer.
Ha inoltre sottolineato che l’economia non deve essere gravata in modo eccessivo. L’esame approfondito delle richieste legate ai permessi di soggiorno comporta infatti tempi di elaborazione più lunghi e, di conseguenza, procedure più lunghe.