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GR: un nuovo inizio per l’assistenza sanitaria in Alta Engadina

Keystone-SDA

A partire da oggi l'attività dell'ospedale di Samedan verrà garantita dalla nuova società Spital Oberengadin SA, condotta dal nosocomio cantonale e la Clinica Gut. Questo passo arriva dopo mesi turbolenti e carichi di insicurezza per il personale e la popolazione locale. Ora i vertici del nuovo ente Sanadura vogliono puntare a una maggiore stabilità e affidabilità.

(Keystone-ATS) “Il primo aprile segna l’inizio di una nuova tappa”, ha detto stamattina in conferenza stampa il presidente ad interim di Sanadura, Andrea Fanconi. Il sindaco di Celerina ha anche sottolineato che le responsabilità sono chiare e l’approvvigionamento sanitario è garantito.

La ripartenza, dopo tre tentativi

Solo un anno fa tirava un vento completamente diverso. L’ospedale di Samedan navigava nei debiti e per garantire un futuro alla sanità nella regione, la Fondazione Sanitaria Alta Engadina (FSAE) aveva presentato un progetto di fusione con quello cantonale. A inizio aprile il progetto è naufragato alle urne, dopo il no del Comune di S-chanf. Per continuare con la fusione era necessario il “sì” di tutti gli undici Comuni della regione.

Una seconda manovra salvavita è andata alle urne a fine novembre. La FSAE proponeva un credito ponte per la durata di due anni di quasi 51 milioni di franchi per garantire l’assistenza sanitaria. Ma anche in questo caso diversi Comuni hanno detto “no”.

La transizione

Oggi comincia invece un nuovo capitolo, approvato in febbraio da 10 su 11 Comuni. I votanti di Zuoz si esprimeranno il prossimo mercoledì. L’assistenza sanitaria in Alta Engadina è stata riorganizzata nel giro di pochi mesi. L’ente Sanadura è operativo ed è composto da un Consiglio d’amministrazione – orientato a livello strategico-operativo – e un Consiglio sanitario – attivo a livello politico-strategico.

L’attività ospedaliera viene gestita dall’ospedale cantonale e dalla Clinica Gut. Secondo il nuovo presidente della società Spital Oberengadin SA, Markus Furrer, la transizione è avvenuta senza grossi intoppi. “Stiamo ancora spostando alcuni uffici. Le maggiori difficoltà le abbiamo riscontrate con il sistema informatico”, ha spiegato Furrer a Keystone-ATS. Per rispettare le norme sulla protezione dei dati è stato necessario ottenere il consenso di tutti i pazienti per poter trasferire i dati dai vecchi sistemi.

Dal punto di vista delle prestazioni i servizi rimarranno perlopiù invariati. “I casi clinici complessi e gli interventi che richiedono un gran numero di personale specializzato saranno concentrati all’ospedale cantonale. Cosa che oltretutto avveniva già ora”, ha spiegato Furrer. Gli interventi di ortopedia elettiva saranno invece trasferiti alla Clinica Gut e il pronto soccorso all’ospedale di Samedan verrà rafforzato.

Secondo l’ex primario, il trasporto dei pazienti non verrà sovraccaricato dai pazienti che necessitano cure intense. “Nel caso in cui la Rega non possa volare, abbiamo elaborato un piano”, ha confermato Furrer.

I segni della riorganizzazione

Tre dei sette piani della sede ospedaliera di Samedan sono stati chiusi. Quelli riservati ai pazienti sono due e non tre. Per i piani vuoti verranno cercate delle soluzioni temporanee. L’immobile dell’ospedale e gli appartamenti del personale rimarranno ancora in mano alla FSAE. Una vendita è possibile solo con il consenso dei creditori, ha detto oggi l’amministratore esterno della società zurighese specializzata in diritto delle esecuzioni e delle procedure concorsuali, Jürg Girschweiler.

Anche sul fronte del personale ci sono stati dei cambiamenti. Dai 380 impieghi a tempo pieno che contava la FSAE, la nuova organizzazione ne ha salvati 320. La maggior parte, ovvero 180, sono impiegati dall’ospedale di Samedan. Per 30 posti, che corrispondono a una cinquantina di persone, non sono state trovate soluzioni.

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