Grandi progetti per rilanciare il turismo in Ticino

Il Lago di Lugano Keystone

Un inverno e una primavera da dimenticare per il settore turistico ticinese che, contrariamente alla media nazionale, ha registrato un tracollo dei pernottamenti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2001 - 18:22

Per fronteggiare il trend negativo di un settore che con una cifra d'affari di 2 miliardi di franchi all'anno è un pilastro dell'economia cantonale, l'Ente turistico punta sulla realizzazione di grandi progetti capaci di richiamare una clientela medio-alta.

Le cifre sono preoccupanti, nel cantone i pernottamenti per la stagione invernale 2000-2001, sono crollati del 5%, mentre nei primi quattro mesi del nuovo anno nelle regioni turistiche per eccellenza si è avuto un vero tracollo. Da gennaio ad aprile, nel Locarnese i pernottamenti si sono ridotti di ben il 17% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre nel Mendrisiotto persino per le ferie pasquali si è avuta una flessione del 6/7%.

Le cause? Per il Sopraceneri indubbiamente ha giocato molto l'esondazione autunnale del Lago Maggiore che ha provocato l'apertura ritardata di molti alberghi. Ma a compromettere l'andamento turistico, secondo gli esperti, ci sono stati pure una primavera inondata dalle piogge e i continui allarmi per i Tir in autostrada che hanno dissuaso molti vacanzieri dal fare rotta verso Sud. E l'Ente ticinese per il turismo, oggi diretto da Giuseppe Stinca, corre ai ripari e annuncia una strategia del rilancio orientata su progetti forti e sulla destagionalizzazione dei flussi turistici in modo da essere meno dipendenti dalle condizioni meteorologiche.

Una grande struttura polifunzionale per manifestazioni musicali di alto livello con una capienza di otto-diecimila posti e con annesso un museo di architettura per mostre stabili o temporanee sul modello del Guggenheim di Bilbao; un parco acquatico su una piattaforma galleggiante da ubicare sul Ceresio o sul Maggiore, con scivoli, vasche panoramiche, piscine, idromassaggi, saune e bagni turchi e centri bellezza, aperto tutto l'anno; la valorizzazione del "Ticino Parco Verde" per la promozione degli aspetti paesaggistici e naturalistici integrandoli con l'agriturismo, la gastronomia e le attività sportive.

Queste le iniziative che dovrebbero dare nuovo sprint al turismo ticinese presentate ieri a Bellinzona da Stinca e dalla direttrice del Dipartimento finanze, Marina Masoni che è anche presidente di Ticino Turismo. Come ha ribadito la Masoni si tratta del primo vero documento programmatico per una strategia di lungo respiro per il settore.


Un documento di 160 pagine che ripercorre anche i punti di forza e le debolezze del turismo ticinese che conta a tutt'oggi 11 milioni di pernottamenti all'anno, cifra che si è mantenuta più o meno stabile dall'inizio degli anni '90. Grazie anche ai nuovi progetti, da realizzare nei prossimi cinque anni, si vuole incrementare di un buon 2% il numero delle presenze annue, orientandosi soprattutto su un turismo d'élite e catturando nuove fasce di clientela straniera. Altro significativo obiettivo è quello di attirare nel cantone le grandi catene alberghiere per inserire il Ticino nei giri turistici internazionali.


Libero D'Agostino

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