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TRANS*, un libro e 46 battaglie per la libertà...

"Oggi molte persone dicono di trovare in me una fonte di ispirazione ". Christina Noura Gauper

Il libro TRANS* dà un volto a chi deve lottare contro i pregiudizi e le norme per poter vivere in pace con il proprio corpo. In occasione della Giornata internazionale della memoria trans*, i percorsi di vita raccontati nella pubblicazione ricordano che le persone transgender devono ancora affrontare discriminazioni e persecuzioni in tutto il mondo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2020 - 11:00
Lynn Bertholet, la presidente di ÉPICÈNE Magali Girardin

"La bellezza è negli occhi di chi guarda".

Quando si guardano i 46 ritratti del libro fotografico TRANS*, il proverbio assume tutto il suo significato.

Pubblicato dall'associazione svizzera ÉPICÈNE, che opera a favore delle persone transgender, il libro racconta i percorsi di vita spesso dolorosi di uomini e donne, nati in corpi che non appartengono loro e che hanno intrapreso la lunga e tortuosa strada del passaggio da un genere all'altro.

Giorno della memoria trans*

Il 20 novembre nel mondo intero è il Giorno della memoria trans*, in ricordo delle vittime della transfobia. La prima volta è stata celebrata nel 1998, dopo l'omicidio di Rita Hester, una donna trans afroamericana del Massachusetts.

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"Si può capire questa sensazione di disforia solo quando la si prova veramente. È una sensazione più profonda che avere gli occhi blu e volerli marroni", spiega Ryan, una delle persone ritratte nel libro. Il progetto ÉPICÈNE, tuttavia, permette di comprendere meglio una realtà che riguarda una persona su 200. Ogni 20 novembre, in occasione della Giornata internazionale della memoria trans, nuovi dati ci ricordano come la transfobia continui a essere una realtà con cui è necessario fare i conti.

"L'essere passato da lì mi dà una sensibilità che gli altri uomini non hanno." Ryan Noura Gauper

L'anno scorso, secondo il rapporto Transgender Murder Monitoring, sono state assassinate 350 persone trans* in tutto il mondo. Brasile, Messico e Stati Uniti sono tra i paesi più pericolosi. Sebbene queste cifre siano solo la punta dell'iceberg, dal 2008 sono in costante aumento.

Il dolore

"Avevo raggiunto un punto in cui per me non c'era altra scelta. O iniziavo la mia transizione o mettevo fine alla mia vita, perché semplicemente mi sentivo troppo male", racconta Ryan. Una storia che mette in luce la sofferenza che si cela dietro la transidentità, ma anche il coraggio di chi riesce a liberarsi dallo sguardo di una società, sempre spietata con chi non si adatta alla norma, per essere semplicemente sé stesso.

"Il problema è che non posso nascondere la mia transizione, si vede. Quando si fa una transizione, non si può che essere onesti." Lea Noura Gauper

"Molta sofferenza deriva dalla visione della differenza da parte della società", osserva Lynn Bertholet, presidente di ÉPICÈNE. Se per tutti è difficile avere un rapporto pacifico con lo specchio, lo è ancora di più per le persone transgender. "Quando potrò dire che la transizione è conclusa? Da un lato mai, perché c’è sempre spazio per miglioramenti", riconosce Aiden, uno dei protagonisti del libro. "Bisogna sapersi fermare e accettarsi per quello che si è", rileva Christina.

Le 46 testimonianze parlano anche della discriminazione e stigmatizzazione che purtroppo fanno ancora parte della vita quotidiana di persone transgender. "Con il tempo la società è diventata più tollerante, ma manca ancora l'accettazione", dice Bertholet. Il mercato del lavoro fa fatica a integrare le persone transgender. "Molte donne della nostra associazione hanno perso il lavoro a causa della loro transizione", lamenta la presidente di ÉPICÈNE. Il sistema sanitario è spesso impotente di fronte alla transidentità, si rammarica. "Nessun ginecologo sa come condurre un esame su una donna trans".

"Nel mio lavoro (controllore ferroviario) è interessante sperimentare che ora sono preso più seriamente dai passeggeri del treno come uomo rispetto a quando ero una donna." Lars Noura Gauper

La liberazione

Il progetto nasce dall'incontro tra Lynn Bertholet e la fotografa Noura Gauper. "Ho fatto un servizio fotografico con lei, durante il quale mi ha considerata una donna a tutti gli effetti. I suoi occhi e le sue foto mi hanno aiutato a sentirmi sicura di me e volevo offrire la possibilità ad altre persone transgender di vivere questa esperienza", dice. Inquadrando i protagonisti, l'obiettivo della fotografa ne sublima la femminilità o la mascolinità, evidenziandone la bellezza, in un'ambientazione personalizzata.

"Prima sentivo odio dentro di me, come se il testosterone nel mio corpo funzionasse male. Ora mi sento pacificata", dice Lea. Una rinascita, un sollievo, una seconda vita. Dopo aver condiviso le sofferenze dei protagonisti, il lettore scopre l'intenso senso di libertà che la transizione dona loro. "Per la prima volta ti ho visto brillare di felicità", ricorda il compagno di Lars, che lo ha sostenuto e accompagnato nella sua transizione.

"Direi che fino alle scuole medie incluse sapevo già della mia identità ma inconsciamente. Non ci pensavo né mi facevo tanti problemi: andavo a scuola con l’abito e la cravatta di mio nonno per esempio." Aiden Noura Gauper

I sentimenti

Anche chi sta attorno a una persona vive una transizione. Quando avviene in una coppia, spesso la separa. Lars e Irene sono l'eccezione: hanno vissuto l'avventura insieme, passando da una relazione lesbica a una eterosessuale. "Per me era importante che Irene potesse percorrere questa strada con me", dice Lars.

"Poche persone trans* hanno una relazione con una persona cisgender (una persona la cui identità di genere corrisponde al sesso assegnato alla nascita)", nota Bertholet. Per lei è segno che il pregiudizio è vivo e vegeto e che la società non accetta ancora pienamente la transidentità. "La cosa più brutta è lo sguardo di un uomo che si è innamorato di me e improvvisamente cambia quando scopre che sono una persona trans*", dice Christina.

"Nei campi scuola mi mettevano in una stanza singola, come se avessi una malattia contagiosa. Mi dicevano che non avrei dovuto passare così tanto tempo con le ragazze... È stato difficile." Antonia Noura Gauper

Lynn Bertholet sogna un mondo in cui le persone trans* saranno semplicemente considerate persone comuni. E continuerà a lottare per questo. La sua firma è sempre accompagnata da una citazione dell'autore messicano Don Miguel Ruiz:

"La vera libertà è essere liberi di essere chi siamo veramente".

*L'asterisco è aggiunto per includere tutte le forme di transidentità.

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