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IL CICR critica la legge antiterrorismo statunitense

Jakob Kellenberger, il presidente del CICR, non ha nascosto le sue preoccupazioni

(Keystone)

Il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa Jakob Kellenberger ha affermato giovedì che la legge antiterrorismo statunitense ha solleva «preoccupazioni e domande».

Egli ritiene che la nuova legge «sulle commissioni militari» violi le Convenzioni di Ginevra.

La legge autorizza l'uso da parte dei militari americani di metodi aggressivi d'interrogatorio contro i sospetti di terrorismo, la detenzione dei sospetti in prigioni segrete all'estero e la loro subordinazione ai tribunali militari.

«Ad una prima lettura, questa nuova legge solleva preoccupazioni e domande», ha dichiarato il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) Jakob Kellenberger sul sito internet dell'organizzazione.

Preoccupa «per esempio, la definizione molto ampia dei 'combattenti nemici illegali' e il fatto che non sia vietato esplicitamente l'uso nei processi di prove ottenute attraverso metodi coercitivi», ha sottolineato Kellenberger.

Violazione delle Convenzioni di Ginevra

La nuova legge ignora anche alcune disposizioni comuni essenziali delle Convenzioni di Ginevra – l'articolo 3 – che vietano il trattamento umiliante e degradante e il rifiuto di un giusto processo, ha notato il presidente del CICR.

Inoltre, la legge introduce «due livelli d'infrazione» e questa «distinzione tra le diverse infrazioni viola l'integrità dell'articolo 3 comune» alle Convenzioni di Ginevra, ha affermato.

«Con il tempo, la protezione offerta dall'articolo 3 comune è diventata così essenziale durante i conflitti che le sue disposizioni sono considerate oggi degli elementi fondamentali di umanità che devono essere rispettati in tutti i tipi di conflitti armati», ha aggiunto Kellenberger. Si tratta di uno standard «minimo» che tutti i paesi devono applicare in maniera integrale.

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Protezione giuridica minima

Finora, dopo la decisione della Corte suprema statunitense del giugno scorso, il governo statunitense aveva riconosciuto che l'articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra costituisce «il quadro giuridico minimo applicabile alle persone detenute nell'ambito della lotta al terrorismo», ha ricordato il presidente del CICR.

Kellenberger ha d'altro canto avvertito che la sua organizzazione «esamina attentamente» le disposizioni concernenti gli interrogatori di prigionieri contenute nel nuovo manuale di campagna dell'esercito statunitense e «dialoga» con Washington «sull'impatto che queste potrebbero avere nella prassi».

swissinfo e agenzie

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In breve

Martedì il presidente statunitense George Bush ha firmato il «Military Commission Act of 2006», una legge che dovrebbe permettere di processare persone sospettate di terrorismo.

Washington proseguirà anche il programma della CIA per condurre interrogatori in prigioni segrete all'estero.

La legge potrebbe finire davanti alla Corte suprema, perché i difensori dei diritti umani obiettano che essa autorizza tecniche d'interrogatorio vicine alla tortura,

Questa legge è stata introdotta dopo che la Corte suprema aveva annullato un primo sistema di commissioni militari che privava i sospetti del diritto ad un processo regolare.

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Fatti e cifre

Nel campo Delta di Guantanamo Beach, sull'isola di Cuba, l'esercito americano detiene dal 2002 dei supposti membri della rete terroristica Al Qaida.
Secondo le organizzazioni di difesa dei diritti umani, vi sono detenuti 500 uomini di 35 nazionalità.
Il governo svizzero e il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), che visita regolarmente i detenuti, hanno criticato varie volte il vuoto giuridico in cui si trovano i prigionieri.

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