Il fumo cento volte più mortale dell'Aids

L'Ufficio federale della sanità ha dichiarato guerra al tabacco Keystone Archive

Più di 8 000 fumatori ogni anno - oltre 20 al giorno - muoiono in Svizzera a causa della loro dipendenza. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) lancia una campagna per indurre i fumatori a smettere e tutto il resto della popolazione a non iniziare a fumare o a proteggersi dal fumo passivo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 maggio 2001 - 12:32

La campagna, denominata «Il fumo fa male», fa parte del programma quinquennale di prevenzione del tabagismo (2001-2005) dell'UFSP, ha spiegato in una conferenza stampa il suo direttore Thomas Zeltner. Tra i prodotti di consumo il tabacco è un caso speciale, ha aggiunto Zeltner ricordando dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS): nessun altro bene è accessibile tanto facilmente e nessun altro provoca come la sigaretta la morte del consumatore. Zeltner ha ancora citato l'OMS, secondo cui il tabacco è «dannoso anche economicamente», visto che un terzo delle esportazioni è in mano al mercato nero.

Tutte ottime ragioni per dichiarare guerra al tabacco: la battaglia dell'UFS presentata mercoledì si svolge unicamente sul terreno mediatico. L'Ufficio, in collaborazione con vari partner sociali, lancia una serie di spot pubblicitari. Dal mese di agosto, poi, saranno pubblicate inserzioni sui giornali.

L'UFS disporrà di circa 5 milioni di franchi all'anno a questo scopo, molto meno di quanto la Confederazione destina, ad esempio, alla lotta contro l'Aids (11 milioni) che causa la morte di circa 70 persone all'anno, più di cento volte meno del fumo, ha affermato Zeltner.

swissinfo e agenzie

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