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Come i miti hanno plasmato l’identità svizzera

Dipinto
Il dipinto "Winkelried a Sempach" Konrad Grob (1828–1904)

Tra fatti storici e racconti immaginari, miti e leggende rivelano ciò che conta davvero: la trasmissione dei valori. Per capire cosa mantiene vive queste storie nel tempo, la RTS ha messo alla prova la conoscenza di un gruppo dei bambini sui miti fondatori della Svizzera.

Quando si chiede ai bambini quali sono i miti svizzeri, esclamano subito “Guglielmo Tell”, “San Nicolao” e il “Giuramento del Grütli”. Poi arrivano risposte più regionali: il leggendario San Bernardo Barry, il masso noto come la “Pierre à Catillon” che schiacciava le mucche a causa dei malefici di una strega, e le fantastiche origini del Lago Nero del canton Friburgo e della Grotta delle fate nel Vallese.

Queste storie sono state tramandate oralmente di generazione in generazione per secoli. Non essendo state scritte originariamente in un libro, si sono evolute e moltiplicate. La stessa leggenda può esistere in diverse versioni, a seconda del cantone in cui viene raccontata. Ma tutte hanno elementi comuni: la potenza della natura, la stregoneria o l’intervento divino.

L'affresco nella sala del Consiglio nazionale
L’affresco nella sala del Consiglio nazionale raffigura, in primo piano, il prato del Grütli, culla della Confederazione, e, sullo sfondo, il massiccio montuoso dei Mythen. Keystone – Peter Klaunzer

Spiegare l’inspiegabile

Perché gli esseri umani sentono il bisogno di creare leggende? La risposta dei bambini è spesso pragmatica: riuscire a spiegare ciò che a prima vista non lo è, lasciando spazio al sogno ad occhi aperti.

In un’epoca in cui la scienza non forniva ancora molte risposte, i nostri antenati inventavano storie per spiegare strani fenomeni, comprendere le catastrofi naturali o allontanare le loro paure. Molto spesso, la leggenda si basa su un evento reale – una vera battaglia o un grande disastro – i cui dettagli sono stati drammatizzati nel tempo.

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persona cammina in montagna con un corno alpino sulle spalle

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Comunità degli Svizzeri all’estero

Portafogli gonfi, orologi a cucù e tanta… Svezia: la Quinta Svizzera e gli stereotipi

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Guglielmo Tell: il mito di fondazione della Svizzera

Il leggendario balestriere Guglielmo Tell è il simbolo del coraggio e della libertà della Svizzera. Nel 1307, un balivo austriaco, Gessler, pose il suo cappello su un’asta nel centro del villaggio elvetico di Altdorf e pretese che gli abitanti lo salutassero in segno di sottomissione all’autorità austriaca della Casa d’Asburgo. Tell si rifiutò.

Per punirlo, il balivo lo costrinse a scagliare una freccia contro una mela posta sulla testa del figlio. Tell ci riuscì, ma Gessler notò che aveva preparato una seconda freccia. Interrogato, Tell ammise che se la prima avesse colpito il figlio, la seconda sarebbe stata destinata al balivo. Tell fu imprigionato, ma riuscì a fuggire durante una tempesta sul Lago dei Quattro Cantoni e a uccidere Gessler. Questo atto avrebbe scatenato una rivolta popolare che avrebbe gettato le basi dell’alleanza fondatrice della Svizzera.

Monumento a Guglielmo Tell ad Altdorf
Monumento a Guglielmo Tell ad Altdorf Roland Zumbühl

Tuttavia, nessun documento storico prova la sua esistenza. La storia di Tell, con protagonisti diversi, si ritrova quasi identica in diversi altri Paesi europei. Eppure rimane un mito di fondazione elvetico.

Arnold Winkelried: l’altro eroe

Meno conosciuto di Tell, si dice che Arnold Winkelried abbia sacrificato la sua vita per aiutare i Confederati a vincere la battaglia di Sempach nel 1386. “Si mise in prima linea in una battaglia (…) afferrando tutte le lance per dare all’esercito la possibilità di avanzare”, racconta il tredicenne Justin.

Il suo sacrificio fa eco al motto non ufficiale della Svizzera “Uno per tutti, tutti per uno” (in latino: Unus pro omnibus, omnes pro uno), che compare ancora oggi sotto la cupola del Palazzo federale di Berna.

Ma anche in questo caso, i cronisti dell’epoca non menzionano il nome di Winkelried, né la sua impresa eroica. La leggenda è apparsa solo due secoli dopo la battaglia.

Questi concetti vengono spesso confusi. Ecco come distinguerli:

Un mito spiega qualcosa di importante (la creazione del mondo, la nascita di un popolo) attraverso eroi straordinari o forze sovrumane. La storia di Guglielmo Tell ne è un esempio perfetto.

Una leggenda è legata a un luogo specifico. Mescola elementi veritieri e immaginari, ma si presenta come un resoconto di qualcosa di vero o realmente accaduto. Il mostro di Loch Ness, la Viverna del Giura o i misteriosi Ponti del Diavolo rientrano in questa categoria.

La fiaba, infine, non pretende mai di essere vera, anche se spesso inizia con “C’era una volta”, e assume pienamente il suo carattere fittizio per ispirare sogni o fare riflettere.

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Persona con bicchiere di champagne

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Demografia

Cinque miti svizzeri sfatati

Questo contenuto è stato pubblicato al Per celebrare la Festa nazionale elvetica del 1° agosto, sfatiamo alcuni diffusi miti sulla Confederazione.

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Creare un’identità collettiva

Ogni Paese ha i suoi miti fondatori: Romolo e Remo per Roma, Giovanna d’Arco come simbolo nazionale in Francia o le spaventose “Llorona” del Messico. Il fatto che queste storie non siano storicamente accurate non ha importanza.

La loro vera forza sta nei valori che trasmettono. Non importa se Guglielmo Tell abbia davvero scoccato una freccia contro una mela: ciò che conta è il messaggio di coraggio, libertà e resistenza di fronte all’ingiustizia che la storia trasmette.

Raccontate negli eventi culturali, nelle manifestazioni a scuola o nei libri, queste storie tessono un filo comune tra gli individui, influenzando discretamente la nostra visione del mondo e forgiando una solida identità collettiva che attraversa i secoli.

Patto federale del 1291
Il Patto federale del 1291 Keystone – Gaetan Bally

Per secoli, se aveste chiesto a uno svizzero l’anno di nascita del suo Paese, avrebbe risposto senza esitazione: 1307!

Fu infatti questa data a essere utilizzata nel XVI secolo dal cronista Egidio Tschudi per datare il Giuramento del Grütli e la vicenda di Guglielmo Tell. La famosa statua di Guglielmo Tell ad Altdorf alla sua base porta la data 1307.

Allora perché pensiamo che la Svizzera sia nata nel 1291? Perché è riemersa la storia “vera”.

Il documento di fondazione, il famoso Patto federale tra Uri, Svitto e Untervaldo (ndr. Nidvaldo e Obvaldo) del 1291, fu riscoperto solo nel XVIII secolo (recenti ricerche suggeriscono che la pergamena fu scritta intorno al 1309 e poi retrodatata al 1291 per motivi politici).

Solo nel 1891 il Consiglio federale decise di utilizzare questo documento (anziché la leggenda) come base per celebrare il 600° anniversario del Paese e stabilire i giorni festivi.

Agli svizzeri fu quindi chiesto di accettare il 1291 come data ufficiale di fondazione, ma erano così legati al loro eroe con la balestra e al giuramento del Grütli che finirono per confondere le diverse date.

Questo articolo è stato tratto da un episodio di OKI, serie di RTS dedicata ai più giovani, che potete vedere intergalmente qui sotto:

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