The Swiss voice in the world since 1935

“Torre Freitag”: come una soluzione provvisoria è diventata un’icona

Come una soluzione provvisoria è diventata un’icona
Come una soluzione provvisoria è diventata un’icona Roland Tännler

La torre di container del marchio cult zurighese Freitag doveva essere una soluzione provvisoria. Oggi è un punto di riferimento a Zurigo Ovest.

All’Hardbrücke di Zurigo non si può ammirare solo l’elegante Prime Tower in vetro verde smeraldo. Dall’altra parte del ponte si erge la Torre Freitag, per così dire la sua antitesi architettonica: una torre composta da vecchi container da trasporto impilati uno sopra l’altro. Concepita inizialmente come soluzione provvisoria, è lì da ormai 20 anni.

L’idea è venuta ai fratelli Freitag, gli inventori dell’omonima borsa realizzata con teloni da camion, a poco meno di 15 anni dalla fondazione del marchio, quando stavano progettando il loro primo negozio, racconta il cofondatore Markus Freitag. La loro riflessione: anche un punto vendita per le borse doveva tenere conto del concetto di riciclo. “Il container è, per così dire, la versione “heavy” del telone da camion”.

Hanno scoperto per caso il terreno edificabile proprio accanto all’Hardbrücke. Da lì in poi tutto è successo molto velocemente. I fratelli sono riusciti a procurarsi i container marittimi colorati ad Amburgo e non ci sono state obiezioni al progetto edilizio. “La costruzione è stata realizzata nel giro di sei mesi”.

Il risultato è un edificio diventato famoso ben oltre i confini di “Zürich-West” e che ha ricevuto diversi riconoscimenti. Chi sale le scale fino alla piattaforma panoramica può ammirare il ponte Hardbrücke, il tracciato ferroviario e l’ex zona industriale, che negli ultimi 20 anni ha subito profondi cambiamenti. All’interno vengono venduti i prodotti Freitag.

La torre è stata un primo, piccolo tassello nel processo di rinascita del quartiere, afferma Markus Freitag. Oggi ne è parte integrante. Sulla torre, ad esempio, alcune coppie di sposi si sono già scambiate il fatidico “sì”. Ma anche un altro aspetto lo rende felice: “Di tanto in tanto la torre diventa meta per le gita del vicino asilo. I bambini guardano giù e magari osservano i camion passare sull’Hardbrücke”.

Così il cerchio si chiude. Perché proprio così, osservando i camion sull’Hardbrücke, ai fratelli Freitag venne all’epoca l’idea di realizzare le loro borse.

Altri sviluppi

Anche Silke Langenberg, professoressa di patrimonio architettonico e conservazione dei monumenti al Politecnico federale di Zurigo (ETH), è dell’opinione che la torre abbia dato il via allo sviluppo del quartiere. Era in anticipo sui tempi, aggiunge: “All’epoca è stata fonte di ispirazione”.

Se fosse costruita oggi, la torre potrebbe essere vista come parte di un progetto scenografico, realizzato appositamente per inserirsi nel quartiere. Così com’è, invece, appare autentica: “Soprattutto in questa zona del quartiere industriale, che vive proprio della sua architettura dall’aspetto provvisorio e dei suoi edifici eterogenei”.

Altri sviluppi

La torre oggi è addirittura più moderna che mai, afferma Silke Langenberg: “Tocca un tasto sensibile. Moltissime aziende stanno iniziando a realizzare nuovi prodotti con materiali riciclati. Questo non sempre risulta credibile. Ma nel caso della torre, è sempre stato una componente essenziale”.

Sarebbe forse il momento di porre la torre sotto tutela? Finché si integrerà così bene nel quartiere, dovrebbe poter rimanere, ritiene Markus Freitag. Silke Langenberg pensa che potrebbe essere degna di tutela in quanto testimone della storia e monumento architettonico.

In ogni caso, la torre non scomparirà così presto dal panorama urbano. Per il momento, in occasione del suo ventesimo anniversario, diventerà anche uno spazio espositivo. La mostra “A Second Life – Used Materials, New Purposes” racconta la storia del marchio di culto Freitag.

Altri sviluppi

Altri sviluppi

Cultura

Architettura

Questo contenuto è stato pubblicato al Il più famoso architetto svizzero vissuto prima del XX secolo fu senza dubbio Francesco Borromini, nome d’arte di Francesco Castelli (1599-1667). Assieme ai suoi contemporanei Gian Lorenzo Bernini e Pietro da Cortona, l’architetto ticinese ebbe un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’architettura barocca italiana. Borromini studiò l’opera architettonica di Michelangelo e le rovine dell’antichità.…

Di più Architettura

Tradotto dal tedesco e verificato da: Zz

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR