The Swiss voice in the world since 1935

Gli oggetti connessi nelle nostre case sono bersagli privilegiati degli hacker

una persona tocca uno schermo sulla parete della cucina
Una cucina connessa. Unsplash

Pratici e sempre più diffusi, gli apparecchi connessi nelle nostre abitazioni che permettono di controllare a distanza l’illuminazione, le tapparelle, il riscaldamento, il frigorifero o le telecamere rappresentano anche un obiettivo molto appetibile per gli hacker e una potenziale porta d’accesso alla nostra sfera privata. Ecco alcuni consigli per proteggersi.

L’attacco informatico che ha colpito alcuni frigoriferi di supermercati francesi nei giorni scorsi ricorda quanto ciascuno di noi possa essere vulnerabile agli hacker. Nonostante ciò, molte persone continuano a privilegiare il comfort offerto dagli oggetti connessi.

“C’è un aspetto molto pratico, nel senso che si possono automatizzare parecchie attività”, ha commentato Johan Wermeille, utilizzatore di dispositivi connessi, durante il telegiornaleCollegamento esterno della Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS.

Dal canto loro, i produttori commercializzano sempre più apparecchi che incoraggiano gli utenti a collegarli alla rete internet, dalle televisioni alle console di gioco, fino ai frigoriferi di ultima generazione.

Una miniera d’oro di informazioni private

Altri sviluppi

Tuttavia, dietro una lampadina intelligente possono nascondersi dati relativi alla geolocalizzazione, ai consumi energetici o persino agli orari in cui una persona si alza al mattino. Una smart TV può contenere l’indirizzo IP, registrazioni audio e informazioni sui programmi guardati dall’utente.

Anche il robot aspirapolvere raccoglie una grande quantità di dati: per evitare gli ostacoli, memorizza la planimetria della casa, la disposizione dei mobili, la presenza di persone nelle stanze e perfino le loro conversazioni. Dietro ogni oggetto connesso si cela dunque una vera e propria miniera di dati privati che potrebbero essere sfruttati a fini malevoli.

Johan Wermeille è consapevole di questi rischi, in particolare per quanto riguarda il suo inverter [dispositivo che trasforma la corrente continua, spesso prodotta dai pannelli solari, in corrente alternata utilizzabile direttamente, ndr]. “Ho chiesto all’azienda che ha effettuato l’installazione fino a che punto esistessero rischi in caso di un attacco informatico contro questo produttore”, racconta.

Altri sviluppi

Questi dispositivi risultano tanto più interessanti per gli hacker in quanto possono costituire una porta d’accesso diretta alle coordinate bancarie e all’identità degli utenti grazie al collegamento con lo smartphone.

Alcuni consigli

Steven Meyer, esperto di cybersicurezza e direttore di Zendata, raccomanda di verificare che il dispositivo sia “regolarmente aggiornato”, configurato correttamente e che le “credenziali di accesso siano robuste e adeguatamente protette”.

Consiglia inoltre di scegliere dispositivi connessi prodotti da aziende affermate, poiché i grandi produttori investono somme considerevoli per individuare e correggere le vulnerabilità prima che vengano sfruttate dagli hacker.

Contenuto esterno

Tradotto dal francese e verificato da lj

Preferire Swissinfo su Google

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR