L’ambasciata svizzera a Berlino, un edificio sopravvissuto, testimone della storia del XX secolo
Unico edificio sopravvissuto alle bombe della Seconda guerra mondiale in un quartiere completamente distrutto, l'ambasciata svizzera di Berlino festeggia quest'anno il 25.esimo anniversario della sua riapertura nella capitale riunificata. Ma la storia di questo complesso percorre tutto il XX secolo.
Commissionato da un medico berlinese e venduto alla Confederazione elvetica dopo la Prima guerra mondiale, l’edificio è quasi scomparso due volte: prima sotto i progetti faraonici del regime nazista, poi sotto le bombe del 1945. I fori di proiettile sulla facciata lo testimoniano ancora oggi.
Vero e proprio testimone della storia del XX secolo, il complesso architettonico che ospita l’ambasciata ha visto anche la costruzione del Muro di Berlino alle sue porte. E si è sottratto alle pressioni della Germania, che voleva ricomprarlo. La Svizzera si è sempre rifiutata.
Solo dopo la riunificazione, 25 anni fa, la diplomazia svizzera ha inaugurato la sua vetrina berlinese, completamente restaurata, con grande clamore. All’inizio degli anni Duemila, l’ambasciatore Thomas Borer l’ha trasformata nel salone mondano più popolare di Berlino, prima che la sua vita privata e le stravaganze mediatiche della moglie si facessero strada nella sua carriera diplomatica, interrompendola bruscamente.
Vicino alla Cancelleria
La vicinanza dell’ambasciata al Reichstag e alla Cancelleria ne fa un indirizzo ideale. “È molto facile raggiungere la Cancelleria, ma crea anche un legame di vicinato. Quando si incontra qualcuno della Cancelleria, anche lo stesso Cancelliere, ci si dice subito: ‘Ciao vicino’ o ‘ciao vicina!’. Questo ha un effetto sulla percezione”, ha dichiarato a RTS Livia Leu, l’attuale ambasciatrice svizzera a Berlino.
Leu vive e lavora tra queste mura. Con la neutralità svizzera che deve sempre essere spiegata e un’agenda fitta di impegni. Dopo tutto, 100’000 svizzeri vivono in Germania, il principale partner commerciale della Confederazione. E poi c’è il dossier bilaterale con l’Unione Europea: i negoziati sul pacchetto di accordi tra la Svizzera e Bruxelles vanno avanti e, in questo contesto, Berlino è una capitale fondamentale.
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