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Il primo gennaio la Bce mette fine al quantitative easing

Il presidente della Banca centrale europea (foto d'archivio) KEYSTONE/EPA/ARMANDO BABANI sda-ats

(Keystone-ATS) Si chiude l’era del quantitative easing (QE). Il ‘bazooka’ anti-crisi voluto dal presidente della Bce Mario Draghi esce infatti di scena il primo gennaio.

Arma per contrastare la deflazione e per far ripartire il credito delle banche all’economia reale – seguendo le orme delle principali banche centrali, come Federal Reserve e Banca del Giappone – il programma di acquisti messo in campo da Francoforte ha fatto finire nella ‘pancia’ della Bce 360 miliardi di euro, a fronte di un totale di “acquisti netti” di debito dell’area euro arrivato a 2’600 miliardi.

La fetta maggiore degli acquisti è stata quella dei titoli pubblici con oltre 2’109 miliardi, mentre la quota rimanente si è suddivisa principalmente tra covered e corporate Bond (per circa 270 e 180 miliardi) e Abs (28 miliardi).

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