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Il sindacato chiede salari più alti

Per Unia, l'aumento della produttività dei lavoratori non è correttamente riconosciuto nei salari

(Keystone)

Visti gli utili record di molte aziende svizzere, il sindacato Unia vuole che anche la maggioranza dei lavoratori possa approfittare del buon andamento dell'economia.

Unia critica il fatto che i manager ricevano salari sempre più alti, mentre quasi 700'0000 persone guadagnano meno di 4000 franchi al mese.

Unia dichiara guerra ai bassi salari in Svizzera. Il sindacato ritiene che quasi 700'000 persone che lavorano a tempo pieno ricevano retribuzioni che possono essere definite «miserabili» o «precarie».

I manager approfittano in maniera sproporzionata degli utili delle imprese, ha affermato martedì in una conferenza stampa a Berna Renzo Ambrosetti, copresidente di Unia.. «I salariati hanno poche ragioni par rallegrarsi.»

Nel corso degli ultimi due anni, lo scarto salariale tra i salari più bassi e le retribuzioni dei manager è cresciuto del 29%, secondo Ambrosetti. La proporzione era di 52 a 1 nel 2004, ed è passata a 67 a 1 lo scorso anno.

La metà di tutti i dipendenti in Svizzera guadagnerebbe meno di 5500 franchi al mese. Poco se misurato all'alto costo della vita, pochissimo se paragonato all'evoluzione dei salari dei manager, si legge in un comunicato diffuso martedì dal sindacato.

Secondo le stime, nel 2006 gli utili delle aziende quotate in borsa sono aumentate in media del 30-40%. Un risultato reso possibile anche dai dipendenti, fa notare Unia.

La produttività generale in Svizzera sarebbe aumentata dell'1,7% nel 2006, i salari dei dipendenti solo dello 0,6%. Dal 2000 la produttività sarebbe aumentata del 10,1%, i salari reali solo del 4,6%.

«Il più grande scandalo in materia di salari in Svizzera non riguarda soltanto una manciata di top manager. Esso concerne le centinaia di migliaia di persone che lavorano duro e guadagnano un salario che non permette loro di vivere o che è appena sufficiente», ha detto il copresidente di Unia Andreas Rieger.

Precarietà diffusa

Unia valuta a 80'000 il numero di dipendenti al 100% che guadagnano meno di 3000 franchi al mese e a 300'000 il numero di quelli che percepiscono meno di 3500 franchi. La grande maggioranza di lavoratori poveri sono donne.

Sotto la soglia dei 4000 franchi al mese, il sindacato ritiene che ci si trovi di fronte ad una situazione di precarietà. Unia chiede quindi che questa soglia, giudicata «realistica», sia in futuro considerata come il salario minimo da iscrivere nei contratti collettivi di lavoro (CCL).

Per lottare contro il fenomeno dei «working poor», Unia suggerisce di aumentare rapidamente il salario minimo di alcuni CCL e di applicare a livello nazionale alcuni contratti settoriali, ad esempio nel commercio al dettaglio.

«L'obiettivo è realistico», ha dichiarato Rieger: in alcuni settori dell'artigianato e della distribuzione ciò è già una realtà. Per i rami sprovvisti di CCL, Unia propone di iscrivere un salario minimo nella legge. Il sindacato chiede 20 franchi all'ora, cioè 3500 franchi al mese.

Rieger ha sottolineato che le «retribuzioni favolose» di Daniel Vasella (Novartis), Marcel Ospel (UBS), Peter Wuffli (UBS) e Peter Brabeck (Nestlé) «sarebbero sufficienti a sopprimere i salari inferiori ai 3000 franchi».

Per i rami sprovvisti di CCL, Unia propone di iscrivere un salario minimo nella legge. Il sindacato chiede 20 franchi dell'ora, cioè 3500 franchi al mese.

Contattato dall'agenzia ATS per una reazione, il direttore dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI) Thomas Daum ha detto di essere opposto all'iscrizione nella legge di un salario minimo. Daum difende il sistema attuale che permette adeguamenti per settore.

swissinfo e agenzie

Contratto collettivo di lavoro

Il contratto collettivo di lavoro (CCL) è un accordo tra datori di lavoro o associazioni di datori di lavoro di un determinato settore e ...

Evoluzione dei salari

Aumento dei salari reali medi

2000: -0,3%
2001: +1,5%
2002: +1,1%
2003: +0,8%
2004: +0,1%
2005: -0,2%

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Sciopero in Ticino

Circa 1500 lavoratori dell'edilizia sono scesi in sciopero martedì in Ticino. A Lugano si è tenuta una manifestazione.

Gli operai edili chiedono un aumento salariale mensile di 100 franchi. I datori di lavoro hanno offerto 75 franchi.

Lo sciopero non ha toccato i cantieri della Nuova trasversale ferroviaria alpina a Faido e Bodio, dove ai lavoratori è stato garantito l'aumento di 100 franchi.

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