In Siria centinaia detenuti liberati per amnistia decisa da Sharaa
Il leader siriano Ahmad Sharaa ha promulgato un decreto che concede un'ampia amnistia per i reati commessi prima della sua entrata in vigore, prevedendo riduzioni di pena, estinzioni totali per alcune fattispecie e condizioni specifiche per l'accesso ai benefici.
(Keystone-ATS) Lo riferiscono i media di Damasco, secondo cui centinaia di detenuti sono stati già liberati in diverse città del paese. Il provvedimento introduce una data spartiacque, l’8 dicembre 2024: data del cambio di regime siriano, con la dissoluzione del potere dinastico degli Assad e l’avvento di Sharaa e dei suoi miliziani sostenuti da Turchia e Stati Uniti.
In base al decreto, prima dell’8 dicembre 2024 numerosi reati previsti dal codice penale ordinario e militare possono essere interamente amnistiati, indipendentemente dallo stato dei procedimenti giudiziari.
Il testo ha già sollevato critiche da parte di giuristi, costituzionalisti e avvocati siriani, che ne contestano la base giuridica, la compatibilità con la dichiarazione costituzionale della fase transitoria e l’uso dell’amnistia come atto di natura sovrana piuttosto che legislativa.
Il provvedimento esclude dall’amnistia reati come tortura, tratta di esseri umani, traffico aggravato di droga e altre fattispecie considerate gravi, ma include ampie categorie di reati economici e militari, oltre a misure di esenzione per anziani e detenuti affetti da malattie terminali. Secondo i critici del provvedimento, l’adozione del criterio temporale e la chiusura retroattiva di intere categorie di reati rischiano di comprimere il ruolo della magistratura e di trasformare l’amnistia in uno strumento di gestione politica del passato, più che in una misura tecnica o umanitaria.