In Spagna 900.000 richieste per la regolarizzazione migratoria
La Spagna si avvia verso la più grande regolarizzazione straordinaria di immigrati della sua storia recente.
(Keystone-ATS) Secondo i dati anticipati oggi da El Pais, il governo ha ricevuto circa 900.000 richieste di cittadini stranieri che hanno chiesto un permesso di soggiorno e lavoro attraverso la procedura straordinaria avviata dall’esecutivo di Pedro Sanchez.
A quindici giorni dalla chiusura dei termini, fissata per il 30 giugno, circa 360.000 pratiche sono già state ammesse all’iter amministrativo, con la concessione ai richiedenti di un’autorizzazione provvisoria per lavorare e risiedere nel Paese.
La regolarizzazione di migranti, varata dall’esecutivo progressista per decreto, è in vigore dal 15 aprile per i cittadini stranieri in situazione irregolare che vivevano in Spagna già da almeno 5 mesi consecutivi al 1 gennaio 2026 e senza precedenti penali.
La stima iniziale di oltre mezzo milione di aventi diritto è stata quasi raddoppiata dai dati, che superano le cifre dell’ultima grande regolarizzazione del 2005, quando furono presentate 691.655 domande e vennero concessi 676.506 permessi.
La sanatoria era stata preceduta da una iniziativa di legge popolare sostenuta da 700mila firme raccolte da associazioni per i diritti umani e dei migranti, con il sostegno dei sindacati, di organizzazioni imprenditoriali e della Chiesa cattolica, per far emergere il lavoro sommerso e aumentare la platea dei contribuenti.
Tuttavia, il decreto è stato impugnato davanti al Tribunale Supremo dalla Comunità di Madrid, guidata dalla governatrice Isabel Diaz Ayuso (Pp), e dalla forza di ultradestra Vox, che ne hanno chiesto la sospensione cautelare, sostenendo che la regolarizzazione porti al “collasso” dei servizi pubblici.
La richiesta è stata respinta della Corte, che però deve ancora pronunciarsi nel merito dei ricorsi.