Iniziative popolari: sei lanciate nel 2016, come un anno fa
(Keystone-ATS) Sei iniziative popolari sono state lanciate nel 2016, lo stesso numero del 2015. Sette invece quelle depositate alla Cancelleria federale, tre di più rispetto a un anno fa, e nove quelle su cui si è votato, tutte respinte.
Introdotta 125 anni fa, la possibilità di lanciare un’iniziativa popolare era stata sfruttata una dozzina di volte nel 2014, mentre nel 2011, anno record, le azioni di questo tipo erano state il doppio.
Il PS è stato la sola formazione di governo a illustrarsi in questo senso durante l’anno che si avvia alla conclusione. Da aprile sta infatti raccogliendo firme per una maggiore trasparenza nell’ambito dei finanziamenti ai partiti.
L’iniziativa più discussa è stata quella lanciata in primavera e denominata “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso”. Essa vuole estendere a tutto il territorio nazionale l’interdizione già in vigore in Ticino di indossare in particolare veli islamici come il burqa o il niqab.
Una manifestazione non autorizzata legata a quest’iniziativa, promossa dal consigliere nazionale Walter Wobmann (UDC/SO) sulla Piazza federale, aveva creato scalpore e suscitato polemiche: i partecipanti si erano presentati mascherati da vandali o vestiti col velo integrale, muniti di finte cinture esplosive.
Meno pubblicizzati gli altri quattro testi lanciati nel 2016. In maggio è stata la volta dell’iniziativa “Stop agli eccessi di Via sicura”, che mira a una revisione delle sanzioni per le infrazioni al codice stradale, e di quella promossa da Travail.Suisse per introdurre un congedo di paternità lungo quattro settimane.
In autunno, hanno seguito “Stop all’isola dei prezzi elevati – per prezzi equi”, che dichiara guerra agli importatori generali e ai fornitori stranieri che abusano del loro potere di mercato per proporre prezzi troppo elevati nella Confederazione, e quella di un comitato neocastellano per una Svizzera senza pesticidi.
L’anno è poi terminato con la decisione dell’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI), che ha comunicato la volontà di lanciare un’iniziativa nel 2017 per abolire la libera circolazione delle persone. Per contro, non si è concretizzata l’idea della stessa organizzazione di reintrodurre in modo sistematico i controlli alle frontiere: il progetto è stato per ora sospeso.
Sono invece state sette le iniziative depositate quest’anno con un numero sufficiente di firme. Si tratta di quelle per la promozione della bici, per la dignità degli animali da reddito agricoli, per abitazioni a prezzi accessibili, per la sovranità alimentare, per le imprese responsabili e quelle contro i giudici stranieri e la dispersione degli insediamenti.
Nel 2016, i cittadini svizzeri hanno votato su nove iniziative popolari: nessuna è stata accettata. Il miglior risultato (49,2% di voti a favore) è stato ottenuto dal testo “Per il matrimonio e la famiglia, no agli svantaggi per la coppie sposate”, promosso dal PPD.
Infine, tredici iniziative – una in più rispetto al 2015 – sono attualmente all’esame di Consiglio federale o parlamento.