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Investita su strisce pedonali: lei paralizzata, conducente assolto

Una zona pericolosa. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats

(Keystone-ATS) Un’auto investe a quasi 50 km/h una donna sulle strisce pedonali: la vittima subisce ferite gravi, rimane paralizzata e deve sottoporsi a diverse operazioni, ma l’uomo al volante della vettura viene assolto.

È destinata a far discutere la sentenza pronunciata in secondo grado dalla giustizia bernese relativa a un incidente avvenuto nel cantone e di cui riferisce oggi il Bund. La corte d’appello – riassume il quotidiano della città federale – ha prosciolto dalle accuse il conducente poiché durante la ricostruzione del sinistro è emerso che la donna avrebbe dovuto vedere l’auto da lontano; il conducente, invece, non sarebbe stato in grado di evitare la collisione neanche con una frenata d’emergenza.

“I pedoni hanno diritto di precedenza nell’attraversamento delle strisce, ma non possono far uso di questo diritto se la vettura è già troppo vicina”, spiega alla storica testata bernese (è nata nel 1850) Casimir von Arx, copresidente di Verein Fussverkehr Kanton Bern, un’associazione che difende gli interessi di chi si sposta a piedi. In linea di principio tutti coloro che prendono parte al traffico stradale devono essere attenti e prudenti, precisa l’esperto.

I pedoni devono quindi fermarsi in modo che gli automobilisti possano accorgersi che vogliono attraversare la strada? “No”, risponde von Arx, “la legge si limita ad affermare in più punti che i pedoni non devono immettersi sulla strada in modo inaspettato”. Ma cosa questo significhi in termini concreti deve essere giudicato caso per caso. “Per esempio sarebbe agire in modo inaspettato se camminassi dritto sul marciapiede e all’improvviso, di punto in bianco, svoltassi sul passaggio pedonale”. Al pedone di solito basta dare uno sguardo per farsi un’idea generale della situazione, sottolinea lo specialista.

Fino al 1994 le cose erano diverse: chi era a piedi e voleva attraversare la carreggiata doveva annunciarlo con un segnale della mano. Negli anni Novanta, tuttavia, il Tribunale federale aveva sottolineato l’incongruenza di far sottostare un diritto di precedenza a condizioni. L’indicazione in questione è così stata stralciata dalla legge.

Le strisce pedonali continuano peraltro a rimanere una zona delicata: nel 2019 nel canton Berna sono stati registrati 230 incidenti, sottolinea il Bund. Nel corso degli anni il numero di sinistri è comunque calato: le autorità sono infatti intervenute per modificare diversi passaggi pericolosi.

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